La polemica IL TERRORE corre sul Fus. La notizia che il ministro Ornaghi erogherà «contributi aggiuntivi » alla Fondazione teatro La Scala «un impegno preso con il sindaco nonché presidente della Fondazione milanese, Giuliano Pisapia» dicono al Mibac ha scatenato un'ondata di panico tra le altre fondazioni italiane. Tra queste l'Accademia di Santa Cecilia, il cui presidente, Bruno Cagli, polemizza molto allarmato perché, spiega il professore, quei «contributi» saranno erogati «attingendo evidentemente ai fondi destinati a tutto il settore (il Fus, appunto, che sarebbe il Fondo Unico dello Spettacolo, ndr). Una notizia che, se confermata, farebbe il paio con quanto avvenne nel 2012, quando, con un colpo di mano, attraverso la legge di stabilità, furono assegnati a singole fondazioni contributi speciali a valere sul Fus». È questo il caso? Al Mibac dicono che «no, assolutamente no. Il Fus è un'altra cosa, non c'entra niente: quello preso, per ora solo a voce, in un incontro, con l'ente milanese, anzi con il sindaco, è un impegno aggiuntivo: ma, ripeto, per ora c'è stato soltanto un dialogo, un incontro a voce. Fus e questo episodio sono storie diverse e cifre diverse. Anzi: di cifre ancora non si è parlato, non si sa, è tutto talmente in alto mare, che la terra proprio non si vede». Sia come sia, tra Maggio Musicale Fiorentino in commissariamento, la Fenice di Venezia che rischia di affondare in laguna, Santa Cecilia che va in pareggio da sei anni ma che se dovesse subire flessioni nei finanziamenti rischierebbe un affogo, la protesta è generale. «Siamo preoccupati anche per il nostro personale » continua Bruno Caglia. «Già lo scorso anno il Fus è stato tagliato di un milione: e ce l'abbiamo fatta ad andare in pareggio perché facciamo 1300 appuntamenti di media in un anno che vogliono dire pubblico pagante e perché abbiamo sponsor privati. Ma se il contributo ministeriale dovesse assottigliarsi ancora, non so come potrebbe andare a finire. Sarebbe insostenibile. Alcune regoli generali, secondo me», continua Cagli «andrebbero cambiate». Quali? «Le modalità di assegnazione dei contributi: questo tentativo provinciale da parte di alcuni enti c'è stato già lo scorso anno. Non dovrebbe essere così. Non è solo l'anno di Wagner e Verdi, per esempio: ma anche l'anno di Benjamin Britten: e proprio Britten con il War Requiem l'Orchestra e il Coro di Santa Cecilia porteranno a Salisburgo il 18 agosto, dove siamo stati invitati per la seconda volta. Siamo appena stati in Germania, andremo in Scandinavia Oslo, Helsinki, Stoccolma, Copenaghen ad aprile in Austria, ai Proms di Londra a luglio. La nostra discografia con la guida di Pappano è al top. Ma poi lo sa qual è la mia preoccupazione?» Quale? «Che se si dovessero abbassare ancora i contributi e fossimo costretti a tagliare la produzione sarebbe un disastro: non possiamo permettercelo».
ROMA - L'Accademia di Santa Cecilia in rivolta "Ornaghi stanzia fondi extra per la Scala"
Il ministro Ornaghi ha annunciato di erogare contributi aggiuntivi alla Fondazione teatro La Scala, che è stata criticata per aver richiesto contributi speciali al Fondo Unico dello Spettacolo (Fus). La Fondazione di Santa Cecilia, presidente Bruno Cagli, ha espresso preoccupazione per il fatto che questi contributi siano erogati a valere sul Fus, che sarebbe un'usura per il settore. Il Mibac ha confermato che il Fus è un'altra cosa e che i contributi sono un impegno aggiuntivo, ma non una mossa per assegnare fondi al settore. La protesta è generale tra le fondazioni italiane, che temono di subire tagli e flessioni nei finanziamenti.
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