NAPOLI - Antiche strutture crollate nell'area archeologica degli scavi di Cuma. Nel settore della città bassa, due ambienti voltati risalenti al I sec. d.C. sono rovesciati al suolo. L'area era stata oggetto di scavi recenti. CEDIMENTO NEL FORO - Risalirebbe a qualche tempo fa, ma solo ora ne è stata data notizia, il crollo di alcuni ambienti voltati in opus reticolatum risalenti al I sec. d.C., parte di un antico portico che insisteva su alcune tabernae nell'area sud orientale del foro di Cuma. Rinvenuti alla luce alcuni anni fa nel corso di sistematiche campagne di scavo operate dell'Università Federico II di Napoli dal 1994 al 2008, gli ambienti erano stati oggetto di studi e poi puntellati. SIBILLA RINFORZATA A poca distanza dal foro, anche il celebre antro della Sibilla cumana individuato dall'archeologo Maiuri nel 1932, non gode di buona salute. Puntellata da oltre un anno dopo la caduta di alcuni frammenti di tufo, la caratteristica galleria trapezoidale mostra crepe e fessure lungo il percorso di visita. "PETROLIO" ARCHEOLOGICO - "Occorre un serio intervento a sostegno del patrimonio archeologico Flegreo", commenta Lino Trincone, portavoce del movimento "Pozzuoli Decide", da anni impegnato circa la tutela e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico dei Campi Flegrei. Alla luce del crollo che ha interessato il portico del foro, precisa: "una terra così ricca di testimonianze archeologiche, rappresenta una risorsa economica unica al mondo, al pari del petrolio. La sovraintendenza deve essere sostenuta destinando maggiori fondi alla tutela e conservazione dei siti archeologici, ma occorre altresì sensibilizzare l'opinione pubblica a queste tematiche cercando di coinvolgere anche i privati circa iniziative a sostegno della nostra storia".