Il tema è scivoloso. Un tempo, forse, neanche sarebbe stato concepibile elevarlo a dibattito. In tempi di vacche magre, però, la questione diventa giocoforza argomento di dibattito. E così il professor Alessandro Petretto, economista, assessore al Bilancio del Comune di Firenze e già direttore dell'Irpet - che è, si, esperto in economia ma anche uomo di profonda cultura - arriva a "sdoganare", con le dovute premesse, la possibilità di mettere in vendita opere d'arte frutto di donazioni. «Non conosco con esattezza la situazione del Comune di Montecatini - spiega Petretto - ma posso dire che valuto come ammissibile anche mettere in vendita un quadro prestigioso se può servire a rilanciare l'economia locale». Quella di Petretto, chiamato nei mesi scorsi in Palazzo Vecchio dal sindaco Matteo Renzi, non è comunque un'apertura totale. Infatti tiene a precisare: «L'opzione della vendita di un'opera d'arte la metterei dopo altre opzioni, ma sono certo che a Montecatini avranno fatto le loro valutazioni quindi una decisione simile mi pare condivisibile». Già perchè chi ha a che fare con le magagne economiche degli enti locali sa bene che per "tirare avanti" spesso è necessario anche andare controcorrente. Sacrificare qualcosa magari per produrre nuove opportunità di cultura. Il ragionamento secondo Petretto può funzionare. D'altronde Firenze ne sa qualcosa di dibattiti su arte e donazioni. La statua "Two rivers", donata da Greg Wyatt al capoluogo toscano finì per dividere critici e cittadini. L'allora assessore alla cultura Giuliano da Empoli se ne uscì addirittura con una battuta provocatoria. «Fosse per mela venderei su e-bay» disse.