Oggi a Venezia la sottoscrizione dell'accordo di valorizzazione che prevede il passaggio di proprietà all'ente Il complesso ex militare dovrà essere sistemato entro sette anni. Previsti interventi per un milione e 200mila euro, di cui 110mila derivanti da concessioni in uso a terzi Il Consiglio comunale, con i voti della sola maggioranza, ha autorizzato il sindaco Simone Albi a sottoscrivere domani, a Venezia, l'«Accordo di valorizzazione» preparato con il ministero e le Attività culturali, agenzia del Demanio. Esso prevede l'acquisizione a titolo non oneroso del bene demaniale da parte del Comune di Lavagno che si impegna ad eseguire precisi lavori di ristrutturazione in sette anni al fine di rendere il forte, almeno in parte, fruibile dalla comunità. A conclusione di ciascuno di questi sette anni, il sindaco Albi sarà tenuto ad inviare alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici una relazione scritta sullo stato dei lavori. Si conclude così il cammino che l'amministrazione Albi, grazie soprattutto all'impegno dell'assessore al Bilancio Stefano Ridolfi, aveva iniziato già il 23 dicembre del 2010, inoltrando al Demanio militare la propria richiesta per poter acquisire senza oneri il forte di San Briccio, in abbandono. Il tavolo tecnico operativo regionale per vagliare la richiesta venne costituito nel marzo del 2011 e si mise subito all'opera. L'11 agosto dello stesso anno il Comune di Lavagno presentò il proprio programma di valorizzazione del forte, lavoro che venne esaminato a dicembre. Il tavolo tecnico richiese alcune integrazioni e, dopo averle ottenute, approvò il programma il 16 ottobre del 2012. Allora venne sottoscritta la bozza di «Accordo di valorizzazione», che fu inviata a Roma per l'approvazione prima della stipulazione dell'apposito atto notarile pubblico per il cambio di proprietà. Ma cosa prevede l'«Accordo di valorizzazione»? Gli interventi prioritari consistono nel ripristino dello stato originale del manufatto per un suo recupero conservativo e per la sua fruibilità; nel disboscamento della vegetazione esterna in eccesso e nell'adeguamento delle strade bianche esistenti che realizzeranno un anello ciclo-pedonale attorno al forte. Gli interventi secondari, che verranno eseguiti solo se saranno possibili economicamente, prevedono opere per utilizzare di tutto il complesso con funzione pubblica. Sempre, però, rispettando le sue caratteristiche e i vincoli posti a sua tutela. Ma per cosa il Comune di Lavagno potrà utilizzare il forte e le sue pertinenze? Prima di tutto per realizzare attività associative, ricreative e culturali, quali una biblioteca, programmi di qualità, mostre temporanee e permanenti, spettacoli all'aperto, feste tradizionali con valorizzazione della gastronomia locale e per dare ospitalità a visite scolastiche guidate. Per raggiungere questi obiettivi il Comune di Lavagno potrà creare sinergie operative con altri enti interessati all'utilizzo del forte. E' evidente, però, che prima di tutto questo, dovranno realizzarsi alcune cose: si dovrà studiare e progettare come muoversi, demolire lo scalone in cemento armato realizzato nel recente passato, riparare il «ponte levatoio» in legno per l'accesso al forte, togliere la vegetazione interna alla cinta muraria, ripristinare le recinzioni attorno al forte, sistemare i sentieri, dopo il necessario disboscamento, sistemare le strade bianche di accesso, realizzare parcheggi in terreno naturale, aggiustare gli infissi, consolidare ove necessario le strutture murarie, sistemare l'impianto elettrico, di aereazione e termico, nonché i gabinetti. Tutti i progetti dovranno ottenere l'approvazione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, così anche tutte le variazioni rispetto a quanto previsto dall'«Accordo di valorizzazione». Il Comune di Lavagno farà i lavori necessari affidandoli a ditte specializzate e grazie all'attività dell'associazione «All'ombra del forte», appositamente costituita, a cui sarà affidata, in concessione temporanea e regolamentata, la gestione del forte riservandosi i poteri di indirizzo, di controllo e revoca della concessione in qualsiasi momento essendo il solo responsabile dell'attuazione dell'Accordo. Questa la tabella di marcia prevista: il 2013 servirà per la predisposizione degli atti amministrativi necessari per i lavori. Nel 2014 verranno realizzate le prime opere di ripristino del manufatto; nel 2015 gli interventi programmati dovranno essere realizzati almeno per una metà e tra 2016 e 2019 si dovrà terminare tutto, compatibilmente con le disponibilità economiche del Comune. La spesa prevista nei sette anni è di 1.200.000 euro che saranno raccolti con un contributo annuo di 30mila euro nel primo anno e di 50mila per gli altri 6 da parte del Comune di Lavagno, 110.000 euro frutto delle concessioni degli spazi del forte a terzi, nonché dei loro contributi, e 760.000 grazie alla manodopera fornita dai volontari. Infine, compatibilmente con le risorse economiche proprie, il Comune è invitato a finanziare una campagna di ricerca archeologica e di attività informative, anche multimediali, sui reperti archeologici di San Briccio rinvenuti nel passato. Giuseppe Corrà
LAVAGNO. Si firma: il forte di San Briccio passa al Comune a costo zero
Il Comune di Lavagno ha sottoscritto un accordo di valorizzazione con il Comune di Venezia per la gestione del forte di San Briccio. L'accordo prevede la trasferenza della proprietà del forte all'ente comunale entro sette anni, con un budget di 1,2 milioni di euro. Gli interventi prioritari includono il ripristino dello stato originale del manufatto, la riparazione del ponte levatoio e la sistemazione delle strade bianche. Il Comune di Lavagno potrà utilizzare il forte per attività associative, culturali e ricreative, e dovrà creare sinergie operative con altri enti interessati.
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