Vicenda Inda-soprintendente punto e a capo. Il ministro dei Beni culturali, Ornaghi, non fa più nomine in quanto dimissionario come tutto il Governo. Niente nuovo soprintendente, dunque. Frattanto, essendo scaduto a dicembre il contratto del soprintendente uscente, Fernando Balestra, la gestione è nelle mani del consigliere delegato Enza Signorelli. La quale non commenta nulla. Continua a lavorare e assicura: «La stagione del teatro greco è assolutamente garantita: non c'è alcun rischio». Su questa vicenda del soprintendente che non c'è si è innescata una telenovela. Tutta incentrata sul quesito «Balestra sì, Balestra no». Ma intanto la Signorelli, che non è certo persona che si perde d'animo, è andata avanti: contratti firmati e addetti ai lavori all'opera. D'altra parte le decisioni sono state sempre assunte collegialmente. Quindi con assoluta copertura sotto il profilo della legittimità e della opportunità. Anche perché la fondazione Inda è un ente pubblico. E in quanto pubblico sotto il controllo della Corte dei conti. Anzi, un magistrato della Corte dei conti siede in permanenza nel Cda. Intanto la preparazione del prossimo ciclo del Temenite va avanti. Della serie «tutti siamo utili, nessuno è indispensabile». Gli spettacoli di quest'anno (ricordiamolo) sono: Edipo re di Sofocle, per la regia di Daniele Salvo e con Daniele Pecci protagonista; Antigone di Sofocle, per la regia di Cristina Pezzoli, interprete protagonista lenia Maccarrone: Donne al parlamento di Aristofane, per la regia di Vincenzo Pirrotta (regista e attore di provenienza dalla scuola dell'Inda di Giusto Monaco) il quale è pure copratogonista). Il resto del cast è ancora in allestimento. I contatti sono in corso. Così da tutta questa vicenda emerge la memoria di un gigante: Giusto Monaco. Fu lui infatti che lasciò il suo comodo incarico di preside della facoltà di Lettere all'Università di Palermo, e si assunse l'onere del salvataggio e della gestione dell'Inda, che era stato ridotto a mal partito da precedenti gestioni dissennate di breve durata. Ed erano anni difficili quelli. Va pure ricordato che Giusto Monaco potè compiere la sua opera di salvataggio grazie alla collaborazione con un altro gigante: Concetto Lo Bello, il quale in Parlamento riuscì a strappare l'Inda dall'elenco degli enti inutili della legge 70 del 1975. Ma ora i giganti, almeno in politica, e anche in teatro, non ci sono più. Tuttavia l'ordinaria amministrazione va avanti. Balestra dunque non c'è più. Ma l'Inda invece c'è. E, tutto sommato, le polemiche di questi giorni vanno interpretate come indice dell'attaccamento dei siracusani a questo ente, nato nel 1914 per l'idea e l'iniziativa di pochi siracusani illuminati, guidati da Mario Tommaso Gargallo. 22012013