Il «Museo del papiro» trova casa ma rischia di non riuscire a sopravvivere. Dopo anni di attesa, la realtà museale diretta da Corrado Basile potrà trasferirsi nei locali ad essa destinati, nel 2005, dalla Regione. Il Museo e l'Istituto internazionale del Restauro avranno a disposizione così il primo piano dell'ex convento di Sant'Agostino, in via Nizza. Il pianterreno, invece, sarà occupato dalla Galleria di Palazzo Bellomo che dovrebbe utilizzare tali nuovi spazi per allestire mostre et similia. Si chiude così una vicenda annosa caratterizzata da spreco di tempo e soldi pubblici. Ma potrebbe aprirsene un'altra ancora più dolorosa: l'istituzione che collabora con i più grandi musei e centri di studio di papiro del mondo, potrebbe soccombere per carenza di fondi. Troppo pochi quelli stanziati dalla Regione a causa dei continui tagli, così come quelli concessi dalla Provincia, che è socio fondatore dell'istituto internazionale del Restauro di cui il Museo del Papuro è diretta filiazione. Mentre si attende, dunque, una levata di scudi della deputazione regionale e non solo, il Museo di prepara a traslocare nell'ex convento di via Nizza per il cui restauro la Regione ha speso oltre 2 milioni e mezzo di euro. Come si ricorderà, però, una volta finito il restauro il Museo non potè trasferire attività e soprattutto reperti papiracei per le condizioni pessime in cui i locali si trovavano. «Quando la Soprintendenza ci diede le chiavi dei nuovi locali nel 2009 - ricorda il professor Corrado Basile - trovammo infiltrazioni d'acqua dal tetto, distacchi di intonaco in molte parti dei locali e altro. L'atto di consegna, inoltre, impegnava il Museo a eseguire tutte le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, senza indicare lo stato in cui si trovava l'immobile. Per questo al momento della consegna, presa visione dell'effettivo degrado dei locali, accettammo l'immobile con riserva di entrare nella struttura solo dopo la rimozione degli ostacoli strutturali che impedivano l'utilizzo. I locali, già al momento della consegna, si trovavano in evidente stato di degrado, accertato da perizie congiunte fra tecnici del Museo del Papiro e della Soprintendenza». Da qui il «restauro del restauro» costato altri 400 mila euro e conclusosi di recente. «L'ex convento di Sant'Agostino, appartenente al demanio della Regione - aggiungono Basile e la direttrice Anna Di Natale -, è stato destinato a sede del Museo del Papiro e Scuola di restauro dei Papiri e per questa specifica destinazione è stato approvato dalla Soprintendenza nel 2002 il progetto dei lavori di restauro dell'edificio e per questa destinazione sono stati concessi i finanziamenti». A tale proposito, la destinazione d'uso di questo immobile, così come previsto nel Piano particolareggiato di Ortigia del Comune, è appunto Museo del Papiro. Adesso, il Museo del Papiro potrà dunque trasferirsi dai locali in affitto di viale Teocrito, in cui si trova da oltre un ventennio, in quelli restaurati per accoglierlo come deciso dalla Regione sin dagli anni Novanta. Ciò perchè la nuova sede avrebbe consentito al Museo di disporre di spazi più ampi degli attuali, sia per le esposizioni dei suoi reperti al pubblico sia per le attività connesse alle numerose iniziative culturali e di ricerca. Oltre ad esse, mettendo a frutto la lunga esperienza maturata nel corso degli anni, soprattutto in Egitto, la nuova sede darà la possibilità di realizzare finalmente a Siracusa la «Scuola internazionale di restauro del Papiro», rivolta a studiosi e restauratori di tutto il mondo. L'auspicio è che almeno questo tesoro rimanga alla città. 22012013