La mostra "Da Donatello a Lippi. Officina pratese" che sarà presentata oggi alla città - l'appuntamento, aperto a tutti, è alle 18 al primo piano di Palazzo Pretorio - segnerà di fatto la tanto attesa riapertura del Museo, chiuso da quasi vent'anni. Fortemente voluta dal sindaco Roberto Cenni, la mostra sarà un'occasione decisiva per Prato, all'insegna della bellezza, della cultura, della speranza. E' una sfida per la quale sarà preziosa la collaborazione di tutti, ed è un'opportunità per sperimentare nuove forme di partnership tra pubblico e privato, ormai indispensabili in campo culturale. Il Comune, infatti, promuove la mostra e la finanzierà in buona parte: serviranno circa un milione e 200mila euro (in linea con quanto speso per Lo Stile dello Zar), ma circa un quinto di questa somma rappresenta un investimento, visto che si tratta di allestimenti che resteranno nel futuro Museo. La Fondazione Cassa di risparmio assicura un significativo contributo (pari a 400mila euro) e altri sponsor si stanno cercando. La curatela è affidata ad Andrea De Marchi, docente di storia dell'arte all'università di Firenze, e a Cristina Gnoni, funzionaria della Soprintendenza. Le scelte, gli indirizzi culturali e una quota rilevante dei fondi vengono quindi dal pubblico, ma nella gestione della mostra sono necessarie anche le competenze e le risorse dei privati. Per questo un ruolo significativo lo avrà Mondo Mostre, tra i leader in Italia nell'organizzazione di eventi espositivi (ad esempio, la mostra su Vermeer alle Scuderie del Quirinale appena conclusa con successo, o il supporto a Palazzo Strozzi per la mostra su Bronzino nel 2010). La scelta del partner privato è avvenuta con una selezione pubblica, curata dallo staff dell'assessorato alla cultura del Comune e dalla dirigente Rosanna Tocco, coinvolgendo cinque tra i maggiori operatori del settore, che hanno presentato le proprie offerte sui servizi da garantire: dai più semplici, come la custodia e la pulizia, a quelli più strategici, come la promozione, la ricerca sponsor, il merchandising. Una commissione presieduta da Tocco, e composta da Filippo Guarini, direttore del Museo del Tessuto, ed Elisabetta Di Mundo, responsabile amministrativa del Pecci, ha scelto Mondo Mostre per la qualità del progetto e l'offerta economica: il gruppo si assumerà un rischio d'impresa, facendosi carico di costi per circa 300mila euro, in cambio del ricavi dalla vendita di biglietti, cataloghi e altri prodotti del bookshop. Nell'accordo siglato con il Comune, si stabilisce che fino a 30mila visitatori gli incassi saranno di Mondo Mostre, oltre questa soglia, il partner privato ne assicurerà una quota all'amministrazione. La scommessa, condivisa da pubblico e privato, è quindi attirare il maggior numero di visitatori. La sfida è realizzare un progetto in grado di coniugare tre elementi: la qualità e il rigore scientifico, la capacità di attrazione del pubblico e la sostenibilità economica. Tre aspetti decisivi, oggi, per il futuro della cultura. E per la qualità della vita delle persone. Anna Beltrame assessore alla Cultura