PATRIMONIO. È ormai scontro aperto fra l'amministrazione e il gruppo di cittadini che ha raccolto oltre 600 firme e fa pressione per evitare la concessione ai privati. Giacino: «Irreale poterlo restaurare con solo 12 milioni, ma se loro ci credono li invito a partecipare alla gara». Il Teatro Laboratorio: «Pronti a sistemare il nostro stabile» La facciata principale dell'Arsenale: il complesso militare austriaco è stato costruito a metà Ottocento La facciata principale dell'Arsenale: il complesso militare austriaco è stato costruito a metà Ottocento Verona. All'Arsenale è di nuovo guerra. Deposte da decenni le armi dai militari, ora la battaglia viene combattuta a colpi di cifre e milioni di euro; progetti e spese a confronto. A lanciare l'offensiva è stato sabato scorso il Comitato di cittadini, che si oppone al piano di riqualificazione in project financing del Comune e sostiene, rendiconto dettagliato alla mano, che i 12 milioni stanziati dal Comune siano più che sufficienti a restituire l'Arsenale ai cittadini senza delegare il compito ai privati, in cambio di una concessione d'uso per 99 anni. Pronta e dura la reazione di Palazzo Barbieri: «Un'ipotesi irreale, che non sta in piedi», è il commento del vicesindaco Vito Giacino: «Restaurare una superficie di 20mila metri quadri con 12 milioni vorrebbe dire spendere 600 euro al metro quadro ed è una cifra che, purtroppo, è assolutamente al di sotto delle tariffe correnti», affonda Giacino, invitando i rappresentanti del Comitato a Palazzo Barbieri per un confronto aperto sui numeri e sui capitoli di spesa. O, in alternativa, «a presentare personalmente il loro progetto in sede di gara d'appalto. Siamo in fase di identificazione del soggetto terzo chiamato a valutare i parametri economici del project financing. Concluso ciò, la gara verterà su quanti soldi mette il privato. Se il Comitato non ha dubbi sui conteggi e sulle prospettive di spesa fatti, basterà che stanzi anche solo un euro simbolico e vincerà la gara: che si presenti», lancia la sfida il vicesindaco. «Il fatto è che il progetto del Comitato è molto simile a quello che intende realizzare il Comune: ristrutturazione degli edifici, aree verdi, demolizione delle strutture post-asburgiche e dunque non vincolate. Ora, come è possibile che un intervento che presenta tali analogie abbia proiezioni di spesa tanto differenti, con un disavanzo addirittura dei tre quarti della spesa prevista? Evidentemente non è possibile. Tra l'altro il piano di riqualificazione approvato da noi è tra i più economici. Negli anni ne sono stati presentati alcuni addirittura di 90 milioni». La battaglia è aperta anche sul fronte degli spazi occupati dal Teatro Laboratorio, uno degli edifici centrali dell'Arsenale. «Il Teatro laboratorio ha messo per iscritto che è sì disponibile a contribuire ai lavori di riqualificazione ma in un edificio già restaurato, per quanto ancora al grezzo: non certo ad accollarsi l'intero onere di spesa», sostiene Giacino. Una versione che non trova però conferma nei diretti interessati che invece ribadiscono la possibilità di farsi carico dei lavori partendo dalle attuali condizioni dello stabile. «Quando ci è stato assegnato lo spazio in Arsenale, circa due anni fa abbiamo presentato un progetto di ristrutturazione e riqualificazione dello stabile di un costo complessivo previsto di circa un milione. Si tratta di un progetto che era già stato deliberato in giunta, ancora nella precedente amministrazione», riassume Giovanna Caserta, rappresentante del Teatro Laboratorio. Un progetto che sarebbe però poi stato fagocitato nel più ampio e recente piano di riqualificazione. Ilaria Noro