Troppe soluzioni alternative senza che nessuno si metta d'accordo. Così, dopo mesi passati senza alcun costrutto, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha deciso di prendere il toro per le corna e di avocare al dicastero da lui diretto l'onere di trovare la quadra. Lo ha detto ieri a margine della "storica" firma dei protocolli d'intesa per le bonifiche di Porto Marghera. Clini si è intrattenuto per un po' con il sindaco Giorgio Orsoni e con il presidente del Magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio per cercare di capire che cosa si potesse fare, pur nella consapevolezza che il suo incarico durerà un mese e che quindi l'iter va avviato subito. «Credo - ha detto - che dobbiamo trovare il modo di applicare il Decreto "rotte sicure", anche perché altrimenti la gente potrebbe pensare che abbiamo fatto finta». Il decreto, approvato subito dopo il disastro della Costa Concordia, prevede il divieto d'ingresso in Bacino San Marco di navi con stazza lorda superiore alle 40mila tonnellate, misura sospesa fino a quando non sarà trovata un'alternativa per non uccidere un'attività che in città ha un indotto molto forte e dà lavoro a migliaia di famiglie. «E necessaria - ha continuato - un'attenta valutazione delle differenti opzioni, ma non siamo ancora arrivati a questo punto. Così, spero di avviare con il ministro delle Infrastrutture una valutazione seria delle alternative. Una di queste potrebbe essere il non far più entrare le navi quando il Mose sarà in funzione, oppure gli itinerari alternativi all'interno della Laguna: fermando le navi a Marghera oppure facendole arrivare alla Marittima attraverso lo scavo di un nuovo canale. L'impatto delle diverse ipotesi andrà confrontato e verificato e questo compito potrebbe essere affidato al Magistrato alle Acque. Una eventuale valutazione di impatto ambientale sarà invece presa in mano dal Ministero». Le soluzioni alternative, quella proposta dal Comune (Marghera) e quella sostenuta dal Porto (canale S. Angelo - Contorta) sembrano inconciliabili al momento, ma Clini rimane ottimista, pur sapendo che il suo incarico è destinato a fmire. «Bisognerà comunque arrivare ad un accordo tra i vari enti - ha concluso - quando si tratterà della gestione del sistema Mose». Soddisfatto il sindaco: «Mi sembra che si stia finalmente delineando un percorso logico per valutare le alternative senza pregiudicarne nessuna. È senz'altro positivo».
VENEZIA - Grandi navi, ci pensa il ministro. Il titolare dell'Ambiente: Una decisione va presa. Avvieremo una valutazione delle differenti opzioni.
Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha deciso di prendere il toro per le corna e di avocare al dicastero la ricerca di soluzioni alternative per le bonifiche di Porto Marghera. Ha incontrato il sindaco Giorgio Orsoni e il presidente del Magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio, per cercare di capire come applicare il Decreto "rotte sicure" e ha proposto diverse opzioni, tra cui il non far più entrare le navi quando il Mose sarà in funzione o gli itinerari alternativi all'interno della Laguna. Le soluzioni alternative sembrano inconciliabili al momento, ma Clini rimane ottimista e spera di avviare una valutazione seria delle alternative con il ministro delle Infrastrutture.
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