Il ministro: si deve fare la comparazione delle alternative per applicare presto il decreto. Orsoni: finalmente la via giusta «Voglio che il canale Contorta-Sant'Angelo sia almeno comparato con il nuovo terminal crocieristico a Marghera», ha detto in sostanza ieri mattina il sindaco Giorgio Orsoni al ministro dell'Ambiente Corrado Clini e al Magistrato alle Acque. Perché finora l'unico studio fatto è quello del nuovo canale, per il resto solo proposte e «sponsorizzazioni», come quelle di Ca' Farsetti per portare le grandi navi tra le fabbriche. Alla fine il ministro dice: «Troveremo il modo di applicare il decreto sulle rotte rispondendo a chi ci accusa di aver fatto un provvedimento che non vogliamo rendere operativo. Adesso è necessario valutare le diverse opzioni: quella di non far entrare più le navi in laguna, il canale Contorta-Sant' Angelo e le crociere a Marghera». In realtà il lavoro avrebbe dovuto essere già stato fatto ma evidentemente i mesi sono trascorsi inutilmente: «Se si arriverà ad una soluzione condivisa ed equa non lo considero tempo perso», precisa Orsoni. Il punto di riferimento sarà il magistrato alle Acque che farà il lavoro di base mentre l'impatto ambientale dovrà valutarlo il ministero. In sostanza Corrado Clini ha deciso di prendere in mano la situazione e accelerare per arrivare presto ad una soluzione condivisa ma soprattutto inconfutabile. «Ambiente e Infrastrutture lavoreranno insieme per applicare il decreto», precisa il ministro. Peccato però che il governo ormai sia arrivato al capolinea. «Siamo fiduciosi di continuare ad avere un ministro molto bravo sorride il sindaco Mi pare che Corrado Clini stia delineando un percorso logico dove si possono valutare le alternative senza pregiudiziali». Fino ad oggi l'unica soluzione per l'arrivo alla Marittima, evitando il passaggio in Bacino San Marco, era lo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo. Un'ipotesi prospettata dal presidente del Porto Paolo Costa («Me l'ha suggerita il professor d'Alpaos quando ho chiesto la praticabilità del Vittorio Emanuele», ha detto) e fatta propria dal Magistrato alle Acque e dalla Capitaneria che hanno presentato lo studio di fattibilità al ministero. Sul trasferimento del terminal a Marghera (mai arrivata al ministero) invece c'è solo la richiesta del sindaco e la bocciatura di Porto e Capitaneria. Proprio l'altro giorno l'ammiraglio Tiberio Piattelli ha escluso la possibilità di far coesistere navi passeggeri e navi mercantili nel porto industriale di Marghera «II canale attuale non garantisce e non può permettere la commistione, sia per motivi di traffico che di sicurezza», ha detto. Di più: c'è anche Io studio del Dipartimento di Matematica dell'università di Ca' Foscari che ne evidenzia le criticità. Nel software sono stati inseriti tutti i dati del porto (dal fondale dei canali, ai numeri di tutte le navi che arrivano a Venezia, fino alle ordinanze presenti): il risultato è che se si vuole mantenere il porto commerciale a Marghera al massimo possono essere spostate due navi, se altrimenti si vogliono far traslocare le sette crociere che oggi sono alla Marittima, il porto commerciale dovrà essere almeno dimezzato. Ma al sindaco questo non basta, vuole uno studio su Marghera che metta in risalto i pro e i contro, da confrontare con quelli del Contorta-Sant'Angelo. Di lasciare fuori le crociere, non ci pensa nessuno, a parte chi continua a protestare per le navi in laguna. Almeno a breve le navi continueranno a passarci, poi chissà, magari potrà essere realizzato un porto off shore anche per i passeggeri. Ma bisognerà trovare una soluzione, poco impattante (anche sul moto ondoso) per portarli in centro storico e terraferma. E i soldi, naturalmente.