Corsa contro il tempo per salvare i resti dell'antica città della Magna Grecia. Coldiretti in campo con i nuovi "angeli" Sono definiti "nuovi angeli del fango" e l'espressione, forse, non è da considerare fuori luogo. Quarantasette anni dopo Firenze, un altro patrimonio artistico è a rischio: cinque ettari di scavi archeologici, con i resti delle colonie di Sibari (720-510 a.C.), di Thurii (443 a.C.) e di Copia (193 a.C.), da quattro giorni sono un enorme lago. Secoli di storia calabrese riemersi con una campagna avviata nel 1967 e mai del tutto conclusa. Sibari, che oggi è una frazione di Cassano Ionio, nell'antichità era una delle realtà più floride della Magna Grecia. Un'area ricchissima e dalla grande vivacità culturale, un luogo simbolo dello sfarzo e dell'opulenza d'epoca. Venerdì, a causa delle piogge cadute per oltre 96 ore filate, ha ceduto l'argine del fiume Crati che scorre vicino agli scavi. L'esondazione ha invaso e coperto l'area archeologica. Anche il museo della Sibaritide, con monete, gioielli, vasi, utensili oltre alla statua del "toro cozzante" di Thurii, è stato allagato. Subito è scattato l'allarme: un fax urgente è stato inviato dal sindaco di Cassano, Gianni Papasso, al premier, ai ministri dei Beni Culturali e delle Infrastrutture e a tutte le autorità locali. I vigili del fuoco si sono mobilitati per cercare di rimuovere l'acqua. Ma l'impresa si è rivelata disperata. Domenica l'intervento della Coldiretti. «Siamo pronti a diventare insieme a tanti altri i nuovi angeli del fango», ha affermato il presidente regionale, Pietro Molinaro, mettendo a disposizione uomini e mezzi dei consorzi di bonifica e dei coltivatori della zona. E ieri mattina, sotto la pioggia, decine di persone hanno iniziato a lavorare: c'erano le idrovore che tentavano di pompare l'acqua al ritmo di ventimila litri al minuto, gli operai della Provincia che costruivano una barriera lungo il fiume. Il lavoro, però, è enorme e ci vorrà tempo prima di riuscire a quantificare i danni. «Non sappiamo cosa troveremo quando sarà rimossa la melma», hanno affermato gli esperti. Intanto ieri Simonetta Bonomi, sovrintendente regionale ai Beni Culturali, ha ispezionato la zona e presieduto una riunione con la direttrice del museo, Silvana Luppino, per mettere a punto una strategia mirata per mettere in salvo reperti e scavi.
CALABRIA - Gli scavi di Sibari sommersi dal fango in Calabria
Un patrimonio artistico calabrese è a rischio: cinque ettari di scavi archeologici con i resti delle colonie di Sibari, Thurii e Copia sono stati invasi e coperti da un enorme lago a causa di piogge. La zona è stata allagata e il museo della Sibaritide è stato allagato. L'allarme è stato scattato e il sindaco di Cassano ha inviato un fax urgente al premier e alle autorità locali. I vigili del fuoco si sono mobilitati per cercare di rimuovere l'acqua, ma l'impresa si è rivelata disperata. La Coldiretti ha messo a disposizione uomini e mezzi per aiutare a rimuovere l'acqua e ha iniziato a lavorare nella zona.
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