ROMA «II silenzio assenso generalizzato -afferma il senatore Franco Bassanini (Ds) - produrrà il caos. Invito Baccini, per coerenza, a ritirare le proposte presentate al Senato la scorsa settimana». «Vedo che anche Baccini, come ieri Matteoli - sottolinea Bassanini che è stato ministro della Funzione pubblica nei governi Prodi, D'Alema, Amato - si affretta ad assicurare che le nuove disposizioni sul silenzio-assenso non riguarderanno la tutela dell'ambiente e del patrimonio storico artistico. Benissimo: mi aspetto allora che Baccini ritiri subito il pacco di emendamenti proposti tre giorni fa in Senato, a nome del Governo, dal suo sottosegretario Saporito. Essi dicono infatti l'esatto contrario. Dicono che il silenzio-assenso si applicherà in tutti i casi, comprese le concessioni edilizie». «Il silenzio-assenso generalizzato - osserva il parlamentare - produrrà il caos: consentirà di aggirare tutte le disposizioni di salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio culturale. Ma non solo. A rischio saranno anche regole e controlli indispensabili per la tutela della salute e dell'incolumità dei cittadini, e per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Gli emendamenti del Governo non prevedono infatti eccezioni. Con il silenzio-assenso migliaia di pregiudicati potranno avere il porto d'armi (basta che le questure, oberate di lavoro, non facciano a tempo ad esaminare tutte le richieste); in tutti i condomini potranno essere aperti discoteche e night club; mediocri alpinisti potranno improvvisarsi guide alpine. E che cosa succederebbe se in qualche città si avranno migliaia di domande di assegnazione di alloggi di edilizia popolare accolte con il silenzio-assenso, a fronte di solo 100 alloggi disponibili? Che cosa succederà quando dieci o venti famiglie avranno tutte diritto allo stesso appartamento?». «Beninteso, in principio Baccini ha ragione. La lotta alla burocrazia, del tutto trascurata nei primi anni del governo Berlusconi, va ripresa con decisione. Ma le scorciatoie non servono. Il silenzio-assenso - Spiega Bassanini - è un ottimo strumento: tanto è vero che il governo Prodi lo ha introdotto per ben 194 diverse attività amministrative. Ma non può essere esteso a tutti i casi. Occorre procedere caso per caso, rifuggendo dai proclami propagandistici e dalle scorciatoie pericolose. Molte autorizzazioni e licenze potranno essere soppresse del tutto, in altri casi potrà servire il silenzio-assenso, in altri ancora servirà rendere più celeri i controlli e le concessioni. È la strada che hanno seguito tutti i Paesi più avanzati. Su questa strada il Governo troverà la collaborazione dell'opposizione, se no sarà scontro duro».