Saranno tutti intorno ad un tavolo per fare il punto su una questione tanto spinosa quanto mai completamente risolta: quella dei furti di opere d'arte antiche. La giornata di studi, nella Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, è prevista per giovedì 24 gennaio e rappresenterà la conclusione naturale di una mostra, «I predatori dell'Arte e il Patrimonio ritrovato. Storie del recupero», che faceva il punto del patrimonio archeologico disperso a causa degli scavi di frodo fin dagli anni Settanta e poi recuperato in Svizzera nel '99. La giornata di studi invece riprende le fila del discorso e le amplia alle luce delle nuove considerazioni che apporteranno un cospicuo numero di studiosi, giornalisti e rappresentanti delle Forze dell'Ordine. I lavori, organizzati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale, in collaborazione con la Direzione Generale per le Antichità del Mibac, cominceranno con l'introduzione del Direttore Generale per le Antichità Luigi Malnati e proseguiranno con la testimonianza del generale dei carabinieri Roberto Conforti, di Guglielmo Muntoni del Tribunale del Riesame di Roma, di Maurizio Fiorilli dell'Avvocatura Generale dello Stato, di Lynda Albertson dell'Association for Research into Crimes Against Art, del maggiore Massimiliano Quagliarella dei nucleo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e del maggiore Massimo Rossi della Guardia di Finanza. Nel pomeriggio, invece, si parlerà del futuro e soprattutto delle possibili soluzioni al problema. Parteciperanno Alfonsina Russo, Soprintendente per l'Etruria Meridionale, il magistrato Paolo Giorgio Ferri, Jeannette Papadopoulos della Direzione Generale per le Antichità, Anna Maria Dolciotti e Pier Giovanni Guzzo, già Soprintendente per Napoli e Pompei. Chiuderanno Francesca Spatafora, Direttore del Servizio Parco Archeologico di Himera, e Maurizio Pellegrini, della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria Meridionale.