Paesaggio e cemento. Il Wwf denuncia la sistematica distruzione di agrumeti ed uliveti in Terra delle Sirene per realizzare parcheggi NAPOLI «Confidiamo nella Sua sensibilità, certi che vorrà assumere le iniziative che riterrà opportune ad evitare che la distruzione dei giardini della Costiera Sorrentina, soprattutto in prossimità dei nuclei storici, venga completata». Il Wwf della penisola sorrentina lancia un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché, da napoletano e da appassionato frequentatore della Terra delle Sirene, adotti ogni utile iniziativa a bloccare boxlandia. Vale a dire, ad impedire che prosegua la sistematica distruzione di agrumeti ed uliveti per realizzare parcheggi interrati. In costiera sorrentina sono infatti ormai migliaia gli stalli per auto costruiti sotto terreni agricoli. Un affare in cui sono protagoniste poche ditte ed in cui sono coinvolti, come progettisti, perfino ingegneri e geometri i quali hanno ruoli negli uffici tecnici dei comuni limitrofi a quello in cui si costruisce. Il progetto più recente, quello che ha indotto Claudio d'Esposito, responsabile del Panda in costiera, a rivolgersi a Napolitano, riguarda l'ennesimo parcheggio interrato autorizzato dal Comune di Piano di Sorrento. È a Mortori, in centro storico ed a pochi passi dalla chiesa dell'Assunta, che risale al 1580. Prevede la costruzione di 35 box in un aranceto. La vicenda inizia nel 2005, quando la Soprintendenza nega il permesso a costruire a Michele Mastellone, proprietario del fondo. Il Tar conferma: «In centro storico sono realizzabili solo interventi di manutenzione ordinaria e consolidamento statico». Il 9 aprile 2008, però, il consiglio comunale di Piano approva una delibera che va in senso opposto ed autorizza, in quelle stesse zone, la realizzazione dei box. Mastellone ottiene dal Comune l'autorizzazione ambientale. 1116 febbraio 2009 la Sovrintendenza l'annulla per la seconda volta. Nuovo ricorso al Tar. Lo propone Antonio Esposito, erede di Mastellone, difeso da Carlo Sarro, il senatore del Pdl. Lo scorso 6 dicembre i giudici accolgono la sua istanza. Ambientalisti e paladini del verde attendono con ansia che la Soprintendenza impugni la sentenza al Consiglio di Stato.