Santa Marinella: a giudizio il naturalista Lombardi, figlio del conduttore tv SI SONO appropriati di trentuno ettari di terreno tra Santa Severa e Santa Marinella, compreso un ampio tratto di costa con dimora d'inizio Novecento. Dichiarando davanti a un notaio di Viareggio di aver usucapito i beni. Rivendendoli poi a prezzi stracciati a società "amiche". È la clamorosa truffa ai danni della Regione Lazio realizzata, secondo la procura di Lucca, da quattro persone che avrebbero approfittato dell'incuria in cui le proprietà sono state lasciate per trent'anni. Sotto processo per truffa e falso sono finiti il naturalista Angelo Guido Lombardi, classe 1934, Rosa Maria Paonessa, titolare di una delle società che ha acquistato i beni, e due persone interessate a sfruttare economicamente l'area. La Regione è parte lesa. Per i pm l'uomo chiave del raggiro è Lombardi: e' figlio del conduttore tv Angelo Lombardi, reso celebre negli anni Cinquanta dalla trasmissione "L'amico degli animali", del quale ha tentato di emulare i successi nel 1997, con una rubrica nel programma "Ciao Mara", su Canale 5. È lui a dire di aver usucapito due tenute: "I Grottini", otto ettari sul mare, compresa un'antica dimora in stato di abbandono, e il podere "Santa Cecilia", 23 ettari. È sempre lui, l'11 marzo 2009, a cedere i beni per 185mila euro a Paonessa, che rivende a teste di legno marocchine. Tutto sembra filare liscio, anche perché sulla titolarità dei beni c'è confusione. In origine appartenevano al Pio Istituto Santo Spirito. Nel 1980 vanno alla Regione che, dopo una serie di passaggi, li affida al comune di Santa Marinella. A metà 2009 iniziano le procedure di riconsegna. E salta fuori che le proprietà sono state vendute. Nonostante "I Grottini" siano bene demaniale sottoposto a vincolo archeologico e a "Santa Cecilia", dagli anni 70, viva in affitto una famiglia di coloni, gli Ortolani. Sia loro, assistiti dall'avvocato Federica Assumma, sia il sindaco di Santa Marinella si rivolgono alla procura di Civitavecchia. Nel 2010 l'indagine va a Lucca che sequestra i beni e li affida al responsabile Politiche di ottimizzazione dei beni demaniali della Regione, Paolo Mecci. Che sta cercando di rientrarne in possesso.