I nuovi proprietari vogliono trasformarla nella loro dimora Feste, cerimonie e banchetti possibili solo fino a giugno LAMPORECCHIO Da storica dimora aperta al pubblico in cui ambientare feste e cerimonie a buen retiro di una facoltosa famiglia di imprenditori locali. Dopo la vendita da parte di Renzo Taddei, il futuro di Villa Rospigliosi sarà quello di una destinazione a uso "domestico" esclusiva e riservata. Acquistata, versando 4,1 milioni di euro, dai proprietari della storica Febo di Masotti a Serravalle, la "villa del Papa" diventerà la sontuosa residenza privata dei Ferretti. Si tratta di uno dei nomi più importanti dell'industria locale con una società nata negli anni Cinquanta che oggi ha interessi in tutto il mondo nel settore dei prodotti petrolchimici. Difficile stimare i tempi di ingresso dei nuovi proprietari nelle stanze affrescate. I lavori per declinare in residenziale le volumetrie del palazzo riceveranno le scrupolose attenzioni della Soprintendenza ai Beni culturali di Firenze. Il gioiello barocco, progettato da Gian Lorenzo Bernini, è passato di mano nei mesi scorsi dopo una lunga gestione di Renzo Taddei, ex assessore e già gestore del Teatro Verdi di Montecatini, che a partire dagli anni Novanta ha legato il suo nome allo storico edificio. Pranzi, matrimoni, convegni e cene di gala hanno occupato in questi anni i saloni e il giardino della villa nei cui saloni da anni si svolge anche un apprezzato concorso musicale per giovani pianisti italiani e stranieri. L'accordo con Taddei prevede l'utilizzo fino a giugno per banchetti e cerimonie nella residenza che fu ispirata e appartenne persino a un Santo Padre. Eletto al soglio pontificio nel 1667 con il nome di Clemente IX, Giulio Rospigliosi ordinò la costruzione della villa al sommo Bernini, architetto degli architetti del tempo, cui si deve lo stile barocco. Villa Rospigliosi fa parte delle dimore storiche d'Italia. Una gemma preziosa custodita nello scrigno delle bellezze del Montalbano. La residenza è costituita da un corpo centrale, interamente "voltato", e chiuso tra due ali laterali sporgenti, formate a loro volta da tre ambienti coperti da volte a padiglione. Con questo progetto Bernini intendeva introdurre in Toscana la nuova moda romana del grande salone al primo piano. Ed è infatti il grande salone centrale col suo soffitto a cupola, le sue dimensioni, la sua altezza e i suoi affreschi che identifica i caratteri della cultura barocca. Bellezze da copertina di cui d'ora in avanti si nutriranno solo i proprietari