CULTURA E BUSINESS. La visita alla cupola dei Magazzini generali riapre il «risiko» delle destinazioni museali dei palazzi storici Potrebbe ospitare quello di Storia Naturale. Perbellini: «Allestimenti moderni per attirare più turisti» Castel San Pietro: un rendering «aggiunge» alla struttura esistente la terrazza scenografica pensata per il progetto del museo Un colpo d'ala al binomio turismo-cultura. Come? Valorizzando la preistoria, che può portare in città turisti e quindi ricchezza. Sì, perché anche con i fossili di Bolca o gli scheletri dell'uomo di Neanderthal si può fare cassa e creare così posti di lavoro, soprattutto per i giovani. L'obiettivo, da raggiungere grazie a moderni allestimenti e a mostre multimediali come al museo archeologico dell'Alto Adige, a Bolzano, incentrato su Oetzi, la mummia del Similaun è attirare sempre più visitatori, oltre alle migliaia di studenti e scolari per le attività didattiche proposte dal museo stesso e ai numerosi ricercatori e scienziati da tutto il mondo, che considerano il territorio veronese una sorta di santuario della preistoria. IL TEMA torna d'attualità mentre, nel risiko dei palazzi cittadini per spostare sedi di istituzioni culturali, rispunta tra varie ipotesi anche quella di portare il museo di Storia naturale ora a palazzo Pompei, in lungadige Porta Vittoria a Castel San Pietro. L'ex complesso asburgico, venduto qualche anno fa dal Comune alla Fondazione Cariverona, ha infatti destinazione museale. Di spostamenti della sede del museo di Storia naturale si parla da decenni e si continua a cambiare. L'Amministrazione comunale attuale ha archiviato l'ipotesi di portarlo all'ex Arsenale con il progetto di riconversione firmato dall'architetto inglese David Chipperfield. Proprio questa riqualificazione avrebbe previsto, per il museo, una piramide di plexiglass da porre nel parco interno, per mostrare scheletri di disonauro, oppure le voliere per le farfalle o il planetario. Tutti reperti conservati al museo di Storia, che avrebbero catturato l'attenzione dei visitatori dando la «cifra» dell'esposizione, cioè Verona città della preistoria e dei fossili. Il percorso museale all'Arsenale sarebbe proseguito poi nelle palazzine ristrutturate, destinate a diventare uffici per la seconda circoscrizione, spazi espositivi del museo di Castelvecchio, locali per associazioni e magazzini delle collezioni del Museo di Storia naturale prima conservati a palazzo Gobetti (fra cui le famose selci diventate blu) venduto a privati. Vicino a Castelvecchio, a meno di 500 metri da piazza Bra, il museo sarebbe stato un'altra meta comoda per i turisti. IN AMBIENTI cittadini legati alla cultura si riparla però ora di Castel San Pietro, per il museo di Storia naturale. Fra le ipotetiche nuove sedi esso ha avuto anche gli ex Magazzini generali pure di proprietà di Cariverona (che vi realizzerà il polo culturale, con un auditorium e spazi per esposizioni dentro l'ex cella frigorifera, appena visitata dalla commissione Cultura del Consiglio comunale), o il palazzo del Capitanio, che in parte verrà presto acquistato da Cariverona, e anche il palazzo della Ragione, dove finirà invece la Galleria d'arte moderna di palazzo Forti (pure di Cariverona) dove invece andrà la Fondazione Arena, con relativo museo della lirica. «Abbiamo appena sistemato in maniera egregia i depositi di materiale all'ex Arsenale», dice l'assessore alla cultura e al turismo Erminia Perbellini, «e al momento restiamo a palazzo Pompei, ma stiamo lavorando per trasformare gli allestimenti e gli spazi espositivi del museo, rendendoli più attraenti, per valorizzare soprattutto in chiave turistica gli straordinari reperti, alcuni di 50 milioni di anni fa». QUEST'OPERA, rileva la Perbellini «difficile perché la cultura ha visto dimezzare i fondi» è un modo per onorare Sandro Ruffo, il grande studioso, uno dei padri del museo, morto un anno fa e appena ricordato. Questi negli anni '70 voleva allestire un orto botanico a villa Francescatti (poi invece sede dell'ostello della gioventù), proprio sotto Castel San Pietro, potenzialmente destinato a ospitare poi il museo. Si sarebbe creata così, sul colle dei primi insediamenti umani in quella che poi sarebbe diventata Verona, una sorta di cittadella della preistoria, a pochi metri dal museo archeologico del Teatro Romano, che l'anno scorso ha avuto più 11 per cento di visitatori. Come dire: la cultura, se ci si investe, tira.