Le opposizioni: l'unica soluzione è pedonalizzare i Fori LA RETE "da pesca" ad incartare il Colosseo sul lato nord per ricavare spazio "sicuro" per la nuova fermata dell'Atac ha scatenato una pioggia di critiche. E' un'idea "assurda", tuona l'ex assessore alla Cultura Umberto Croppi: «Aumenta il livello di degrado estetico del monumento, ed è frutto dell'ennesimo caso di incapacità di gestire situazioni straordinarie ». Come ricorda Croppi, il progetto di cantierizzazione dell'area è pronto da almeno tre anni: «Il progetto definitivo, realizzato dal Mibac e concordato con il comune, prevedeva la chiusura totale al traffico privato di via dei Fori Imperiali, con un canale di servizio per i mezzi pubblici e un percorso pedonale a ridosso della Basilica di Massenzio. Si sarebbe dovuto addirittura intervenire con la pedonalizzazione di via dei Cerchi. È inconcepibile questo continuo tornare sulle decisioni prese, trasformando i grandi lavori a Roma in eterni incompiuti ». Per David Sassoli, europarlamentare Pd e candidato alle primarie per il Campidoglio, il Colosseo impacchettato è «L'ultimo regalo di Alemanno ai romani. La decisione rischia di sottoporre Roma ad un vero suicidio turistico, scatenando inoltre il caos in una delle strade vetrina della città, con la concomitanza del traffico privato e turistico e dei cantieri della metro. La irresponsabilità dell'attuale amministrazione, che dimostra di non saper dialogare con le istituzioni competenti, compresa la soprintendenza, ancora una volta mette a rischio Roma gettandola nell'ennesima emergenza ». Di decisione "folle" parla Paolo Masini, consigliere Pd: «Si continua a favorire il traffico alla salvaguardia del Colosseo. Chiederò subito una convocazione urgente della Commissione Cultura con l'audizione della Sovraintendenza capitolina per evitare uno scempio che ricadrà sui romani e sui turisti». Al coro delle polemiche risponde l'assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini precisando che «La proposta di realizzare una rete di protezione non è arrivata dal sindaco Alemanno, ma dall'organo statale di tutela». Incredulo l'ex sovrintendente capitolino Eugenio La Rocca: «Mettere una rete al Colosseo per fare una fermata dell'Atac è una decisione che grida vendetta. L'elemento preponderante è il decoro e la salvaguardia dell'immagine del monumento. Giusta la sicurezza dei cittadini, ma basta spostare più avanti la fermata verso via Labicana, dove c'è spazio. A Palazzo Grazioli non è stata, forse, spostata la fermata dell'autobus? ». La proposta approvata all'unanimità nel tavolo tecnico Mibac-Campidoglio del 17 gennaio prevede una rete che "incarti" il prospetto settentrionale del Colosseo per una larghezza di dieci arcate.