Manduria, la protesta degli agricoltori Un parco eolico già realizzato nel Salento I viticoltori di Manduria non vogliono i parchi eolici progettati nella zona dei vigneti dai quali si ricava l'apprezzato vino primitivo. «Qui il vino primitivo è tutto - affermano - inoltre il benessere sta riavvicinando all'agricoltura tanti giovani». E' singolare, ma i dati parlano chiaro: è stato proprio dopo la dichiarazione di incostituzionalità del regolamento regionale numero 16, quando tutti ipotizzavano una sorta di colonizzazione selvaggia della Puglia con megaimpianti da energie rinnovabili, che i criteri di valutazione a tutela del territorio, del paesaggio e dell'ambiente sono diventati più restrittivi. Conseguenza anche di un approccio multiassessorile (coinvolti gli uffici che fanno capo agli assessori alla Qualità dell'Ambiente, Lorenzo Nicastro, all'Assetto del territorio, Angela Barbanente, allo Sviluppo economico, Loredana Capone, alle Politiche agroalimentari, Dario Stefano) al problema e della cosiddetta valutazione degli impatti cumulativi. Un nuovo impianto, insomma, non vale per il danno che potrebbe produrre da solo, ma per la quota di danno che va ad aggiungere a quelli eventualmente già esistenti. Si ragiona, in sostanza, non più in maniera puntuale, ma in termini di pressione complessiva sul territorio e di sostenibilità dell'intervento rispetto all'ecosistema in cui si deve inserire. Non è evidentemente un caso che, nel 2012, su una ventina di impianti sottoposti a procedure di Via (Valutazione di impatto ambientale), soltanto uno, nel Foggiano, abbia superato la prova e sia quindi stato autorizzato per essere realizzato ed entrare in esercizio. Vero è che le procedure dei tre impianti proposti a ridosso o nelle campagne del territorio di Manduria risalgono ad una stagione precedente l'adozione delle linee guida nazionali e regionali per l'autori razione a nuovi impianti da energie rinnovabili. Essere arrivati prima, tuttavia, non sembra regalare scorciatoie ai tre interventi in questione. I parchi eolici «Manduria est», proposto dalla società Monte a marzo del 2007, «Manduria est2», proposto dalla società Messapia Energia, e «Manduria est3» della Manduria Green che interessano i territori dei comuni di Manduria e Avetrana in provincia di Taranto ed Erchie in provincia di Brindisi. Sono tutte assoggettate a valutazione di impatto ambientale il cui procedimento risulta avviato il 7 novembre 2012. Il 26 dicembre è terminata la fase di consultazione e oggi è in corso la raccolta di tutte le osservazioni (centinaia) e dei pareri tanto degli enti pubblici quanto di enti e amministrazioni interessate. Nei prossimi giorni le osservazioni arriveranno alle ditte interessate che possono fare le loro controdeduzioni. Solo allora l'incartamento verrà all'esame del comitato regionale Via per l'esame definitivo. In questa sede, oltre all'impatto ambientale tradizionale, come detto verranno al pettine i nodi degli impatti cumulativi così come previsto dalla recente delibera di giunta regionale 2122 del 23 ottobre 2012 sugli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il Comitato si varrà, inoltre, dei pareri di tutte le autorità con competenza ambientale (Autorità di bacino per le questioni geologiche e idrogeologiche, la commissione paesaggio, l'agenzia regionale per la protezione dell'Ambiente. «Siamo molto attenti - spiega l'assessore all'Assetto del territorio Angela Barbanente - per consentire a tutti di operare nel massimo della trasparenza. Il nostro regolamento 24 è stato oggetto di ricorsi ai giudici amministrativi per accusato di introdurre un divieto generalizzato all'installazione di nuovi impianti. Ma il divieto non è affatto generalizzato. È motivato territorio per territorio. Li dove ci sono le zone consentite non esistono ostacoli. Prova ne sia il fatto che anche dopo l'adozione del regolamento 24, nel 2010, gli imprenditori hanno continuato a presentare istanze per nuove installazioni».