Contrattacco dell'Ance: «I conti dell'architetto Picchione non tornano. Da maggio 2012 approvati solo 3 lavori su 10» Ribadiscono i loro numeri. E appoggiano sul tavolo i documenti giudiziari: l'esposto alla Procura della Corte dei conti Fvg per presunto danno erariale e le sei sentenze del Tar favorevoli ai ricorsi contro la Soprintendenza regionale. Cifre e carte che spingono i costruttori a confermare la bocciatura dell'operato di Maria Giulia Picchione, l'architetto che, secondo l'Ance, «ha approvato solo il 30 delle opere in Friuli Venezia Giulia» e che invece, parole sue sul Piccolo di ieri, afferma di avere licenziato «il 95 di pratiche con parere favorevole» «I conti non tornano ribatte il presidente regionale dell'Associazione costruttori edili Valerio Pontarolo , probabilmente Picchione non tiene conto delle svariate prescrizioni che, di fatto, bloccano i lavori». Le sentenze del Tar «Il Soprintendente vuole querelare tutti? Non so su che basi, le sentenze del Tar parlano chiaro», prosegue Pontarolo. Sentenze sui ricorsi presentati da società penalizzate dalle mancate autorizzazioni paesaggistiche dell'ufficio ministeriale. C'è chi intende realizzare pannelli foto-voltaici a Bagnaria Arsa, chi elevare una canna fumaria a Buttrio, chi sostituire la copertura di un capannone a Pavia di Udine, chi costruire un'autorimessa a Trieste. Progetti che hanno ora il via libera del Tar, intasato da numerosi altri ricorsi, mentre la Soprintendenza è chiamata al rimborso delle spese e competenze giudiziali, nonché del contributo unificato, un totale dai 2 ai 3mila euro per ciascuna vertenza persa. «Nelle sentenze - rimarca ancora l'Ance - si leggono parole come "illogicità", "contraddittorietà" e "arroganza amministrativa" in riferimento ai pareri espressi dalla Soprintendenza regionale" Il metodo Picchione" Esempi che sono solo la punta dell'iceberg di un metodo, quello di Picchione che, afferma l'Ance, «dall'insediamento nel maggio 2012 ha approvato solo tre lavori su dieci, un migliaio di opere pubbliche in tutti i Comuni Fvg, per un importo, calcolato per difetto, indicativamente di 500 milioni e con il rischio di altri 5mila operai costretti alla cassa integrazione». In conferenza stampa a Udine, presenti i sindaci di Sacile Roberto Ceraolo e di Spilimbergo Renzo Francesconi, nel ruolo di vicepresidente Anci, organizzazioni sindacali, artigiane e ordini professionali, l'associazione evidenzia in particolare i dati di Trieste: da maggio a settembre solo 143 pareri favorevoli su 437 pratiche trasmesse in Soprintendenza, mentre sono stati 116 i pareri con prescrizioni «spesso impossibili da attuare». Secondo Pontarolo, «pure il direttore regionale Gian-giacomo Martines faticherebbe a comprendere questo comportamento». Conseguenze Pesanti Non ci voleva davvero, sottolinea ancora il presidente Ance Fvg: «È un colpo mortale in un periodo di feroce crisi per il settore». Gli stop della Soprintendenza, spiega Pontarolo citando un'indagine dell'Istituto Tolomeo Studi e ricerche condotta da Paolo Feltrin, sono pesantissimi: «A ogni milione di euro di lavori non eseguiti corrispondono 14 operai non occupati e 180mila euro di mancati introiti per la fiscalità regionale». Di qui l'esposto presentato l'altro ieri alla Corte dei conti: «Chiediamo almeno una verifica su un presunto danno erariale». Le competenze in Fvg Ma c'è anche un altro fronte da seguire, quello delle competenze in materia di paesaggio e beni architettonici che la Regione vorrebbe vedersi assegnare dallo Stato. Pontarolo, in contatto già da qualche settimana con il governatore Renzo Tondo e il presidente della Paritetica Manlio Contento, ha ricevuto ieri pure la telefonata di Debora Serracchiani che ha manifestato uguale interesse, al punto di avere già sensibilizzato il segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani. Si tratta, almeno in questo caso, di un progetto politico bipartisan. Recessione a NordEst Al margine il presidente nordestino dell'Ance Donato Riccesi parla di un settore «in piena recessione, con la conseguente cessazione di migliaia d'imprese. In Veneto prosegue Riccesi , dove il patto di stabilità ha pesato di più, la situazione è pe ore rispetto al Friuli Venezia Giulia». NeI 2012 "perse" 444 imprese udinesi Nel 2012 si sono iscritte alla Camera di commercio di Udine 2.614 imprese, a fronte della cancellazione di 3.058 unità produttive con un saldo negativo di 444 attività imprenditoriali. È uno dei dati negativi del 2012 messi in evidenza dal presidente dell'ente camerale, Giovanni Da Pozzo, nella conferenza stampa di inizio anno. Nello stesso periodo sono entrate in procedura concorsuale 584 imprese mentre l'occupazione è diminuita di 1.150 unità. Anche l'export, tradizionale sfogo dell'imprenditoria provinciale, ha segnato un trend negativo nel 2012: -6,6. «Sono dati che non ci mettono in luce rispetto al Nordest - ha spiegato Da Pozzo - mentre fino a pochi anni fa le cose da noi funzionavano meglio. Anche per questo abbiamo bisogno di collaborare tutti insieme per uscire dalla crisi». Le previsioni per il 2013 non sono buone «anche se ci vuole poco per fare meglio» del 2012. Di qui l'impegno della Cciaa a favore dell'innovazione e del potenziamento dell'imprenditoria femminile e giovanile. «Non si può guardare con ottimismo al futuro - ha concluso Da Pozzo - se non si punta sui giovani imprenditori».
Dopo Trieste il Friuli. Si allarga il fronte anti-Soprintendenza
Il presidente dell'Ance Fvg, Valerio Pontarolo, ha confermato che l'architetto Maria Giulia Picchione ha approvato solo il 30% delle opere in Friuli Venezia Giulia. L'Ance ha presentato un esposto alla Procura della Corte dei conti Fvg per presunto danno erariale e ha richiesto una verifica sul presunto danno. Pontarolo ha anche affermato che la Soprintendenza regionale ha bloccato i lavori con prescrizioni impossibili da attuare. L'Ance ha evidenziato che i conti non tornano e che ci sono stati 1.400 lavori non eseguiti, con conseguenze pesanti per l'economia locale.
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