Dopo l'ok della Soprintendenza il Comune sblocca l'iter Niente terrazza e scala mobile. Volumi aumentati e negozi Soddisfatti il sindaco e l'assessore Micelli: «Restauro coerente di interesse pubblico» Via libera al Fontego di Benetton. Un grande centro commerciale, senza terrazza "a vasca", senza scala mobile nel cortile centrale com'era previsto nel primo progetto. Ma con un nuovo piano sotto il tetto, un «punto panoramico» sulla falda verso il Canal Grande. E un aumento di volume di 2390 metri cubi. A due anni e mezzo dalla presentazione ufficiale, il progetto è stato modificato e ridimensionato. La Soprintendenza ha dato l'ok e ieri mattina la giunta ha approvato la delibera proposta dall'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli. Un iter obbligato, perché per la trasformazione d'uso del Fontego, palazzo cinquecentesco sul Canal Grande, per decenni sede delle Poste centrali, occorre una «deroga urbanistica». La deroga dovrà essere ora approvata dal Consiglio comunale, e consentirà il rilascio del permesso di costruire alla società Edizione Holding. «Siamo molto soddisfatti», commenta il sindaco Giorgio Orsoni, «il Fontego viene recuperato alla città con un progetto modificato dalla Soprintendenza, rispettoso dell'importanza dell'edificio». «L'interesse pubblico dell'operazione», dice l'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli, «sta nel fatto che il cortile sarà fruibile dal pubblico, il Fondaco oggi in stato di degrado sarà recuperato alla città. Fa piacere che la proprietà abbia capito che era necessario fare sintesi, senza scorciatoie. E che un archistar come Rem Koolhaas abbia accettato di confrontarsi con la città modificando il suo progetto». Proprio a Rem Koolhaas, architetto olandese ora nominato direttore della Biennale Architettura, Benetton aveva commissionato il progetto di ristrutturazione del Fondaco, acquistato tre anni fa dalle Poste Italiane spa per 50 milioni euro. La prima ipotesi aveva però destato scandalo, con le scale mobili colorate nell'atrio, lo sventramento delle murature, la grande terrazza a vasca sul tetto vista Rialto e Canal Grande, il pontile da 50 metri quadrati sulla curva del Canal Grande. Ora, dopo lunghi confronti, la Soprintendenza veneziana ha accolto le proposte di -variante. Le scale mobili saranno più piccole, nella parte interna, l'atrio resterà com'è. Niente terrazza a vasca - proibite dalle norme edilizie - e al suo posto un belvedere accessibile con scaletta anche dal pubblico. «A fronte degli aumenti di volumetria concessi in deroga aumenta anche il valore commerciale dell'operazione», spiega l'assessore Miceli, «e il Comune come compensazione ha avuto 6 milioni di euro». Adesso la delibera comincia il suo iter in commissione, sarà valutata dai consiglieri per andare al voto in aula entro febbraio. Un atto dovuto, trattandosi di Variante Urbanistica. Gli scogli dell'inizio sembrano superati, dal momento che nessuno si era dichiarato contro il recupero del prezioso immobile. Si tratterà ora di valutare l'impatto reale dei nuovi interventi nel contesto veneziano. «Il fatto che sia mantenuta la forma del Cinquecento e il «quadrato» del Fondaco a piano terra», dice Micelli, «è positivo». Nei tre piani - diventeranno quattro con la copertura trasparente - arriverà un centro commerciale della Rinascente. Il prezioso edificio un tempo affrescato da Giorgione e Tiziano tornerà dunque a vivere - come le sue antiche funzioni, ricordano i progettisti - riaperto al pubblico. I lavori potrebbero cominciare già in primavera e concludersi nel 2014.