L'iniziativa della Fondazione Valenzi e il progetto alla Sala Gemito Ricorderà tutte le vittime dell'Olocausto e i civili caduti in quella che fu la prima rivolta di una grande città europea contro l'occupazione nazista: è il Museo delle Quattro Giornate che entro un anno sarà ospitato nella Sala Gemito di Napoli. E' una delle novità annunciate ieri dalla Fondazione Valenzi, nel corso della presentazione della quarta edizione di «Memoriae», il programma di incontri ed eventi che la Fondazione promuove con l'Associazione Libera Italiana, per ricordare la Shoah e le vittime di ogni forma di razzismo e discriminazione culturale, sociale e politica. «Vogliamo un museo dedicato alle vittime della Shoah in Campania - ha detto Nico Pirozzi, coordinatore di Memoriae - Per raccontare questa storia devi raccontare anche cosa è successo a Napoli. Stiamo lavorando per dare un volto alle vittime». La rassegna quest'anno avrà per la prima volta carattere regionale e durerà un mese intero, dal 21 gennaio al 21 febbraio, con incontri, mostre e conferenze nei capoluoghi campani, attualizzando il messaggio antirazzista e dando continuità al Giorno della Memoria (la ricorrenza internazionale fissata al 27 gennaio) con un programma che punta soprattutto all'educazione e al coinvolgimento delle scuole. «Attraverso la didattica - ha spiegato Lucia Valenzi, presidente della Fondazione - vogliamo raggiungere le giovani generazioni che presto non potranno contare più sulle testimonianze dirette, e dare anche al progetto una dimensione più profonda, attualizzando il messaggio antirazzista, allargandolo alle altre discriminazioni come ad esempio quella contro il popolo rom. La Shoah è una frattura storica che non può essere dimenticata, e l'ebreo è la quintessenza della diversità, è il topos dell'altro come diverso che porta con sé il rifiuto, cui noi rispondiamo con una società pluralista e con momenti di studio, di ricerca e di conoscenza». «Questa iniziativa - ha detto il segretario della Fondazione Valenzi, Roberto Race - parte dalla necessità di ricordare le barbarie della Shoa per allargarsi a tutte le barbarie. Lamentiamo l'assenza di un tavolo istituzionale che renda più sostenibile il progetto: non si può chiedere solo al volontariato di realizzarlo». La rassegna si apre lunedì a Napoli (ore 17, libreria Guida a Port'Alba) con la presentazione del libro "La Fabbrica dei fantasmi" a cura di Francesco Bertelli, ma il primo evento clou è il 25 gennaio (ore 9.30) al Museo dello Sbarco di Salerno con l'inaugurazione della sezione dedicata alla Shoah in Campania, che ospiterà anche il vagone ferroviario esposto lo scorso anno in piazza del Plebiscito a Napoli, sul quale furono deportati tanti ebrei italiani. Nel corso dell'inaugurazione ci sarà la commemorazione dello scrittore (e sopravvissuto ai campi) Shlomo Venezia, con la vedova Marika e le testimonianze di Mirella Stanzione (ex deportata a Ravensbrück, il campo delle donne), Aldo Pavia (Associazione nazionale cc deportati nei campi nazisti) e la partecipazione di Moni Ovadia. «Il miracolo di questa operazione - ha detto il coordinatore del museo di Salerno, Edoardo Scotti - è che non ci sono stati aiuti ma le iniziative si fanno comunque, grazie alla passione e all'impegno civile delle persone perbene. Hanno lavorato tutti gratis, dagli operai che hanno installato i binari agli studenti dell'Università di Salerno che ci hanno aiutato con l'allestimento. C'è una società civile molto sensibile a questi temi». Di rilievo anche la mostra del 23 gennaio (ore 11) alla Reggia di Caserta - "1938-1945 La persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia" - a cura di Fondazione CDEC, Prefettura di Caserta, Ministero dell'Interno, fortemente voluta dalla Comunità Ebraica di Napoli, presieduta da Pier Luigi Campagnano, che ha recuperato un sostanzioso corpus di documenti. Gli eventi culmineranno il 1 Febbraio al Maschio Angioino con la lectio magistralis della testimone della persecuzione degli ebrei Alberta Levi Temin cui va una delle tre Stelle di David che quest'anno vanno anche ai familiari di Lino Romano, giovane vittima della camorra, e all'ex presidente dell'Opera Nomadi Marco Nieli, autore del volume "A nuie ce dispiace sul' p"e zoccole", sulle violenze contro i Rom.
Napoli. Memoriae, nasce dalla Shoah il museo delle Quattro giornate
La Fondazione Valenzi ha annunciato la presentazione della quarta edizione di Memoriae, un programma di incontri ed eventi per ricordare la Shoah e le vittime di ogni forma di razzismo e discriminazione culturale, sociale e politica. Il progetto sarà ospitato nella Sala Gemito di Napoli e sarà dedicato alle vittime della Shoah in Campania. La rassegna avrà carattere regionale e durerà un mese, dal 21 gennaio al 21 febbraio, con incontri, mostre e conferenze nei capoluoghi campani. Attraverso la didattica, la Fondazione vuole raggiungere le giovani generazioni e dare una dimensione più profonda al messaggio antirazzista.
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