Magnifico, vicepresidente Fai: l'Italia non può dimenticare «L'Italia non può dimenticare Carditello, scandalo nazionale, la più bella azienda agricola del Settecento». Il grido di dolore e di denuncia è di Marco Magnifico, vice presidente del Fondo Ambiente Italiano. «Sono rimasto tramortito quando ho visitato la reggia. Hanno rubato i pavimenti settecenteschi, imbrattato le mura, divelto i camini, asportato le scalinate, le panchine, i cancelli, le sete. Caserta senza Carditello e San Leucio non è niente. Ci vorranno almeno 30 milioni di euro per ridarle vita, la cosa giusta sarebbe farla ritornare la splendida azienda agricola che era». Appunto, era. Invece il bene è all'asta, da un anno. Il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, proprietario della tenuta, insolvente verso il Banco di Napoli, ha dovuto fare un passo indietro. La Sga, società di recupero crediti, chiede di fare cassa. «L'Italia non può dimenticare Carditello, scandalo nazionale, la più bella azienda agricola del Settecento». Il grido di dolore e di denuncia è di Marco Magnifico, vice presidente del Fondo Ambiente Italiano. «Sono rimasto tramortito quando ho visitato la reggia. Hanno rubato i pavimenti settecenteschi, imbrattato le mura, divelto i camini, asportato le scalinate, le panchine, i cancelli, le sete. Caserta senza Carditello e San Leucio non è niente. Ci vorranno almeno 30 milioni di euro per ridarle vita, la cosa giusta sarebbe farla ritornare la splendida azienda agricola che era». Appunto, era. Invece il bene è all'asta, da un anno. Il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, proprietario della tenuta, insolvente verso il Banco di Napoli, ha dovuto fare un passo indietro. La Sga, società di recupero crediti, chiede di fare cassa. Ma nessuno compra. Intanto, il sito borbonico, nel comune di San Tammaro, a un passo dal capoluogo, dopo l'oblio è ritornato alla ribalta dei media. Buona parte ha avuto anche il 6 censimento, voluto dal Fai, «I luoghi del cuore» che, grazie a 3576 click, ha visto vincere, per ora solo la classifica on line, proprio la reggia di Carditello. «Stiamo lavorando alacremente - spiega Irene Strata della sede milanese del Fai - per contare le decine di migliaia di schede giunte fin qui. Infatti, la votazione poteva essere espressa non solo sul sito, ma anche attraverso le cartoline e i fogli di firma. È un lavoro duro e certosino. Abbiamo ricevuto 10309 segnalazioni di altrettanti beni artistici, naturalistici e culturali; stiamo ultimando il conteggio e il controllo dei moduli che ci hanno fatto pervenire, oltre alle cartoline lasciate nelle varie sedi del Banco di Napoli e di Intesa San Paolo, sostenitori dell'iniziativa. L'esperienza ci insegna che non è detto che il vincitore della gara on line sia poi il vincitore della kermesse». I dati ufficiali e la proclamazione del bene vincente saranno presentati in conferenza stampa fra meno di un mese, il giorno di San Valentino. Mai giorno fu più significativo. L'amore per Carditello ha visto il mondo del volontariato sostituirsi alle manchevolezze delle istituzioni. In questi anni il rimpallo delle responsabilità è stato la storia della piccola reggia. Ora si lavora alla nascita di una Fondazione. La Regione Campania ha stanziato per l'operazione 50mila euro. Se ne parla da un anno, ma ancora nessuna novità trapela. Gli ordini professionali della provincia di Caserta, sollecitati dai componenti di Agenda 21, il forum delle oltre cento associazioni pro Carditello, hanno predisposto lo Statuto. Anche loro in ritardo, però, sui tempi promessi. «La Fondazione - ha spiegato Enrico De Cristofaro, presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta - servirà ad acquisire Carditello che è un bene comune e va restituito alla collettività, anzi all'umanità. È una ricchezza su cui nessuno deve e può chiudere gli occhi». La costituzione della Fondazione per l'acquisizione e gestione della Reggia di Carditello è stata prevista dalla legge n. 1 della Regione Campania, lo scorso 27 gennaio. Il primo nucleo di soci fondatori della Fondazione dovrebbe annoverare, oltre alla Regione, la Provincia di Caserta, il Comune di San Tammaro, la Camera di Commercio di Caserta, il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno, gli Ordini Professionali della Provincia di Caserta e Agenda 21. «Da tempo sollecitiamo - spiega Raffaele Zito, presidente di quest'ultima - la convocazione di un tavolo istituzionale di confronto intorno al quale far sedere i proponenti della Fondazione. La nostra sembra vox clamantis in deserto». Giovedì 31 ci sarà l'ottava battuta d'asta. 10 milioni per comprare un pezzo di storia.