Approvato il piano per trasformare il palazzo. Ca' Farsetti incasserà sei milioni Il sindaco: tornerà ad essere il punto d'incontro cittadino VENEZIA - Delibera approvata: sindaco e assessori danno il via libero definitivo al restyling di Rem Koolhaas del Fondaco dei Tedeschi. Ora non si può più fare dietrofront: il Fontego diventerà un grande magazzino. I sì a procedere di Soprintendenza e Direzione regionale ci sono da dicembre, l'11 gennaio è anche arrivata l'autorizzazione paesaggistica e ieri la giunta ha approvato l'ultima delibera necessaria per la trasformazione dell'ex fontego a piedi di Rialto in grande magazzino Rinascente. Ora manca il voto in consiglio comunale e poi sulla riqualificazione delle ex Poste centrali di Venezia le polemiche dovrebbero andare in pensione per sempre. «La situazione si è sbloccata, sono molto soddisfatto - dice il sindaco Giorgio Orsoni - finalmente possiamo cominciare a vederci chiaro su un importante luogo della città, un suo simbolo e punto di incontro storico dei veneziani che ora potrà tornare ad essere ombelico di Venezia». La delibera era pronta dal dicembre 2011, quando Edizioni Property, l'immobiliare della famiglia Benetton e Comune si sono accordati sull'uso pubblico della corte al piano terra e sui 6 milioni di euro di beneficio per l'amministrazione a cui ora si potrà attingere. Tecnicamente, il documento approvato ieri è un piano di recupero che elimina il vincolo della destinazione d'uso pubblica per il Fontego, ne aumenta i volumi (il sottotetto sarà restaurato) e concede il permesso a costruire in deroga. Il privato, di contro, cede una quota dei valore aggiuntivo che la trasformazione dà all'immobile (i 6 milioni di euro) e accetta di firmare una convenzione per l'apertura al pubblico della corte e dell'altana che ha sostituito la terrazza dopo il no del Ministero ai disegni iniziali di Koolhaas. «La trasformazione del Fontego dei Tedeschi è un esempio virtuoso - commenta l'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli - siamo riusciti a coniugare riqualificazione e tutela del patrimonio storico con la firma di un grande maestro dell'architettura contemporanea, Rem Koolhaas». Negli anni '50 Venezia aveva detto no al progetto di Le Corbusier per l'ospedale e in città non c'è nessuno che non rimpianga di essersi lasciato scappare un «maestro»: oggi per molti avere a due passi da Rialto un restauro di Koolhaas, da poco nominato direttore della Biennale architettura del 2014, rappresenta una sorta di rivincita contro quel «passatismo» contro cui si è scagliato il sindaco per tutto il 2012, l'anno cioè delle polemiche nazionali ed internazionali di chi è contrario alla riqualificazione dell'immobile cinquecentesco a grande magazzino. Polemiche che di qui a breve dovrebbero finire nel dimenticatoio, i disegni di Koolhaas sono stati rivisti e terrazza e scale mobili in corte sono sparite e gli ultimi strascichi della protesta dovrebbero farsi tutt'al più sentire in consiglio comunale. L'opposizione, da sempre contraria all'operazione, annuncia battaglia alla delibera. Per quanto infine riguarda l'avvio dei cantieri, dopo il voto in consiglio comunale della delibera, va redatto il progetto definitivo e la proprietà deve acquisire tutta una serie di autorizzazioni che, se tutto va bene, faranno slittare a dopo l'estate l'inizio dei restauri.