Lascerà il Castello a inizio primavera UN TOUR denso di significato e molto simbolico. Dal Castello a San Vittore, da San Vittore al Duomo, con il ritorno, fra un anno, in una sala espositiva completamente riallestita. La Pietà Rondanini lascerà quella che è la sua casa dal 1952 all'inizio della primavera, direzione piazza Filangieri: qui, al centro della Rotonda da cui partono i raggi del carcere, protetta come si conviene da una teca, resterà fino a novembre, visitabile grazie a un accordo del Comune con il Fai. La novità, raccontata ieri dall'assessore alla Cultura Stefano Boeri, è la seconda tappa del viaggio dell'opera di Michelangelo: per almeno due mesi, nel periodo natalizio, infatti, sarà nella cappella della navata laterale destra della Cattedrale. La Curia aveva chiesto il calco della Pietà per la Quaresima, così è nata l'idea: perché non portare dopo la copia anche l'originale? La proposta accolta con entusiasmo dal cardinale Scola disegna un percorso ideale: «Con il sindaco abbiamo ritenuto fosse una occasione straordinaria», racconta Boeri. La Sovrintendenza alle Belle Arti ha dato tutti i via libera necessari al trasloco, e ci sono anche le autorizzazioni dai vari ministeri per il carcere serviva quella del ministero della Giustizia , quindi ora si tratterà di organizzare tutto. Lo spostamento della Pietà e la teca che dovrà proteggerla costerà circa 700mila euro, cifra coperta interamente dalla Fondazione Cariplo, che si è accollata anche la spesa del nuovo allestimento al Castello Sforzesco, che ammonta a circa 3 milioni. Il Fai, invece, si occuperà di gestire le visite guidate in carcere: l'idea è di organizzare gruppi di massimo trenta persone che, due o tre volte alla settimana e dopo le necessarie preregistrazioni per motivi di sicurezza, possano entrare a San Vittore dalle 16,30 alle 18,30, orario in cui il passaggio per la Rotonda è meno intenso. Questo, però, non vuol dire che si cercherà di non far incontrare chi arriva da fuori con chi è dentro, anzi: ieri Boeri ha spiegato ai consiglieri comunali delle commissioni Cultura e Carceri che, anzi, «i detenuti saranno coinvolti come guide, racconteranno ai visitatori il senso di questa scelta». Con il ricavo dei biglietti di ingresso in carcere prezzo indicativo sui 10 euro il Fondo per l'ambiente finanzierà progetti per migliorare le condizioni di vita dei reclusi. Le polemiche sollevate nei mesi scorsi sul rischio dello spostamento della Pietà sono, quindi, superate anche dai visti burocratici. Ma per l'assessore questo è un primo passo: «Vorremmo che questa fosse l'occasione per riflettere sul concetto di pietà oggi, sulla sua assenza in tanti mondi, come quello della finanza e della politica. Si accettano idee, per trasformare questa iniziativa in una grande occasione di riflessione», è la sfida che lancia. Una sfida che potrebbe riguardare prima di tutto proprio San Vittore: anche dopo la partenza della Pietà, è l'idea di Palazzo Marino, potrebbe diventare un luogo di esposizione permanente di opere d'arte magari meno "impegnative" di quella di Michelangelo delle collezioni comunali.