In due volumi mille pagine e mille foto con tutti i segreti di un monumento della storia LA CATTEDRALE di San Lorenzo immortalata in oltre 900 immagini, come non si è mai vista prima, attraverso dettagli piccolissimi e particolari macroscopici insieme ad un apparato critico è tutto racchiuso nelle 1.150 pagine che compongono i due volumi dal titolo "La cattedrale di San Lorenzo a Genova" a cura di Anna Rosa Calderoni Masetti e Gerhard Wolf, presentato ieri, proprio all'interno del duomo, alla presenza dell'arcivescovo Bagnasco. Si tratta del diciottesimo volume della collana Mirabilia Italiae curata dal professor Salvatore Settis ed edita da Franco Cosimo Panini. I due volumi, attraverso una campagna fotografica minuziosa realizzata da Ghigo Roli, esplorano meticolosamente la bellezza della cattedrale grazie anche agli spettacolari scatti in elevato. Si è scelto di porre un'attenzione particolare alla fotografia con la precisa consapevolezza di immortalare e conservare il monumento congelandolo così com'è oggi. D'altra parte, come ha detto Settis, la fotografia si pone come "un ponte tra l'intuizione degli storici dell'arte e la curiosità dei cittadini" e infatti l'opera che nasce come uno studio specialistico, si rivolge in realtà a tutti perché dopo aver ammirato sulle pagine certi dettagli e dopo aver letto la storia e le vicende della cattedrale, si potrà guardare San Lorenzo con occhi diversi, consapevoli. Ed è "proprio di consapevolezza che ha bisogno la nostra cultura", ha ribadito Settis, perché solo dalla presa coscienza di quanto si ha, delle bellezze e delle testimonianza che ci sono state tramandate dal passato può scaturire quell'amore che genera tutela. Ecco allora che la cattedrale diventa simbolo di senso civico, di identità e testimonianza vivente delle radici della nostra città. Ma la cattedrale è anche mescolanza di sacro e profano, di religioso e politico, di individualismo e collettività, è arte che riflette le vicende storiche di Genova. «La nostra cattedrale è un'armonia di stili e di forme, è un monumento che continua ad esprimere la fede e la cultura di un popolo che non deve essere assolutamente dimenticato ha sottolineato Bagnasco Per questo se Genova si allontana dalla sua cattedrale perde la propria anima». Ecco dunque che forse conoscendo maggiormente il nostro patrimonio riusciremmo di riflesso ad amarlo maggiormente e a prendercene cura: questo è il punto di partenza imprescindibile che sta alla base di una simile opera divulgativa. Il suggerimento che sta alla base è: guardare al passato per proiettarsi verso il futuro, e consegnare al futuro monumenti come San Lorenzo è un dovere ma anche un diritto per coloro che verranno. Dunque da un lato un volume di Testi con schede e saggi lavoro di quattordici studiosi e specialisti italiani e stranieri; dall'altro un Atlante fotografico con immagini inedite che illustrano dettagliatamente il monumento dando la possibilità di realizzare una visita virtuale e scrupolosamente documentaria. La nostra cattedrale è un monumento in pietra di storia cittadina che già in passato ha affascinato molti viaggiatori: uno fu Charles Dickens che ne sottolineò "l'effetto davvero superbo" e insieme misterioso del gioco di luci al calar del Sole. Mentre un altro scrittore, Mark Twain, rimase colpito dalla "consueta pompa di dorature, dipinti e volte affrescate", le stesse che ancora oggi, a distanza di secoli, possiamo ammirare.