Ponteggi tolti dopo mesi ma nessun lavoro eseguito. La Soprintendenza: «La statua va spostata al coperto» Non bastano gli appartamenti abusivi ricavati in un'ala del complesso della Basilica del Santo. Ad alimentare la "guerra" tra il Delegato pontificio monsignor Francesco Gioia e la Veneranda Arca di Sant'Antonio che, per statuto, ha il compito di provvedere a manutenzioni e restauri nelle strutture basilicali, ci si mette anche lo storico e prezioso monumento equestre in bronzo situato in piazza del Santo, dedicato al condottiero Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, e realizzato dal Donatello fra il 1446 e il 1453. Per mesi è stato imprigionato in una struttura di ponteggi: il Delegato pontificio, che rappresenta la proprietà (il Vaticano), aveva stoppato un progetto di restauro della Veneranda Arca avviando più tardi dei lavori senza informare l'ente (laico) e neppure i frati del convento. Da martedì i ponteggi sono spariti ma l'opera sembra tutt'altro che restaurata. Nelle settimane precedenti una voce di protesta si era levata dall'università di Padova: «Come è pensabile di mettere le mani su Erasmo da Narni e il suo cavallo senza che le più accurate tecniche diagnostiche abbiano mappato gli eventuali danni strutturali e di superficie del bronzo? Come è pensabile un intervento, anche di sola pulitura, senza conoscere le caratteristiche dei materiali e la storia del passati restauri? Quali indagini e studi sono stati fatti e da chi?». Gli interrogativi si leggono in una lettera, inviata alla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, firmata dalla professoressa Giovanna Valenzano, direttrice del Dipartimento dei Beni culturali dell'Università di Padova. «È noto che la statua equestre è una delle eccellenze d'arte della città» ha rilevato, constatando come la statua fosse "avvolta" da impalcature «senza che nulla sia stato detto, spiegato, diffuso sull'eventuale intervento di manutenzione e restauro». E ha osservato: «Il Dipartimento dei Beni culturali manifesta la propria sorpresa, dando voce anche ai diversi cittadini che hanno interpellato i docenti che ne fanno parte...». Sono stati fatti lavori di recupero? «Da chi e in base a quali competenze?» si chiede. Ha risposto il presidente-capo della Veneranda Arca, Gianni Berno: «... Non siamo in grado di comunicare se qualche intervento sia stato effettivamente realizzato». Già perché «sull'opera di Donatello appaiono le stesse ossidazioni, macchie di guano e altro e le stesse scritte sul basamento presenti prima dell'allestimento del ponteggio... Quanto accaduto» denuncia, «dimostra ancora una volta una metodologia seguita dalla Delegazione pontificia che non rispetta gli accordi pattizi». Dopo un sopralluogo, l'Opificio delle pietre dure di Firenze aveva concordato un piano d'intervento con la Soprintendenza ai Beni storici e artistici delle province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso. Lo conferma in una lettera del novembre scorso la Soprintendente Anna Maria Spiazzi che ha sollevato anche il delicato tema dell'eventuale spostamento della statua al coperto: «Il degrado (della statua) causato da agenti atmosferici e dal guano dei colombi ha indotto a riflettere sulla necessità di affrontare non solo l'intervento di restauro ma il problema della scultura all'aperto. I casi esemplari dei "cavalli" della Basilica di San Marco a Venezia e del monumento equestre del Marco Aurelio a Roma inducono a studiare per il Gattamelata soluzioni consimili».