Da Christie's asta milionaria per Botticelli, Bronzino e fra Bartolomeo. Rinascimento all'asta: italiani miliardari. A New York stime da record per capolavori che attirano i collezionisti russi e asiatici. Quotazioni a sei zeri per gli italiani a Manhattan. Non parliamo di imprenditori o manager, ma dei cosiddetti "antichi maestri", che nella più fredda settimana dell'anno, quella di fine gennaio, vengono battuti alle aste di Sotheby's e Christie's. A far lievitare le stime degli Old Masters il crescente interesse dei nuovi ricchi russi e cinesi. I tre top lots di Christie's sono nomi del nostro Rinascimento. Il più altisonante è quello di Sandro Botticelli, presente eccezionalmente con ben due dipinti che vanno da una stima minima di 3 a una massima di 7 milioni di dollari, ossia tra i 2 e i 6 milioni di euro. Ma la pop star della Firenze dei Medici, che tutti i musei del mondo vorrebbero, non ha la stima massima nella vendita intitolata appunto "Renaissance" di Christie's New York. Una "Madonna col Bambino" di Fra Bartolomeo, sempre fiorentino, è stimata tra i 10 e i 15 milioni di dollari, mentre un "Ritratto" di Agnolo Bronzino, sublime pittore alla corte di Cosimo I, ha un valore indicativo compreso tra i 12 e i 18 milioni di dollari, il più alto in assoluto di questa sessione di aste newyorchesi. Cifre da capogiro per questi pittori fiorentini del Cinquecento, che si spiegano certamente con la loro rarità, ma ancor più col fatto che la prospettiva sull'arte italiana, al di là dell'Oceano, è davvero diversa dalla nostra. Lo spiega Marco Riccomini, responsabile del Dipartimento Dipinti Antichi di Christie's Italia «Se quotassimo gli stessi quadri per un'asta italiana le valutazioni sarebbero ben diverse. Al mercato estero accedono acquirenti da tutto il mondo, tra i quali spiccano, per questa tipologia di opere, i russi e i cinesi». Qualche manciata di ricchi nei paesi della galassia ex URSS fanno a gara tra loro per aggiudicarsi i big names dell'arte antica. «Hanno come modello da imitare il museo dell'Ermitage, colmo di Rinascimento italiano, da Leonardo a Raffaello» spiega l'esperto «e ciascuno ambisce ad avere un piccolo Ermitage in casa». I cinesi sono la new entry dei bidders milionari, ossia di quelle poche centinaia di nomi in tutto il mondo che alzano la mano a queste aste di pittura antica nella Grande Mela. «Sono più cauti e si muovono con circospezione, consigliati anche da advisers europei» spiega Riccomini. Ma anche per loro l'arte italiana sta diventando un must che nobilita le collezioni. E un mercato di nicchia, certo, e quello dei collezionisti di pittura antica è un mondo di pochi eletti. Nelle aste di New York di fine gennaio gli acquirenti italiani sono pochissimi, forse una decina per asta, non di più, come spiega Alberto Chiesa, responsabile per i Dipinti Antichi di Sotheby's Italia. «Le persone che si registrano sono circa 600 o 700, e quelli che veramente fanno un'offerta sono circa la metà» spiega Chiesa. E la crème de la crème mondiale che fa saltare i normali criteri di valutazione che si potrebbero adottare sul mercato italiano e locale. Senza dimenticare, poi, che un'opera di questi livelli sul mercato italiano verrebbe notificata e non potrebbe essere esportata. Questo penalizza le vendite. New York, come Londra, è zona franca; se un capolavoro arriva lì, trovandosi all'estero già in antico e comunque prima delle nostre leggi di tutela del secolo scorso, può spiccare il volo per un'aggiudicazione da record. Il top lot dell'asta di Sotheby's è ancora di un pittore italiano, Pompeo Batoni, con una "Susanna e i vecchioni" stimata dai 6 ai 9 milioni di dollari, pari a circa 4,5 - 6,7 milioni di euro. Soggetto accattivante, stato di conservazione impeccabile, con il valore aggiunto di un pedigree d'eccellenza, perché commissionato nel 1751 dal conte Ernst Guido von Harrach. Questi i requisiti d'obbligo per un lotto milionario. "In America vi è ancora una buona richiesta dei musei, che vendono le opere meno importanti cercano di rimpiazzarle con capolavori, quando riescono a spuntare la meglio sul ricco privato, americano, russo o cinese che sia" spiega Chiesa. Al quattordicesimo posto per stima, nello stesso ricco catalogo, c'è anche un genovese: ha la stima minima di un milione di dollari una figura mitologica di Bernardo Strozzi, dipinta con tutta l'effervescenza della sua pennellata leggera e coloratissima degli anni dopo il trasferimento a Venezia, intorno al 1635. Stime esagerate e troppo ottimiste? «Anche questa volta lo capiremo solo dopo l'asta», rispondono come in coro gli esperti delle due case d'aste da sempre in competizione. Appuntamento dunque per il 30 e il 31 gennaio per sapere le sorti del nostro prezioso made in Italy d'altri tempi.
NEW YORK - Cinesi e russi si comprano il Rinascimento
A New York, in una settimana di fine gennaio, si sono tenute le aste di Sotheby's e Christie's, con stime da record per capolavori di pittori italiani del Rinascimento. Sandro Botticelli, Fra Bartolomeo e Agnolo Bronzino hanno catturato l'attenzione dei collezionisti russi e asiatici, con stime che raggiungono i 6-7 milioni di dollari per i dipinti di Botticelli. Una "Madonna col Bambino" di Fra Bartolomeo è stimata tra i 10 e i 15 milioni di dollari, mentre un "Ritratto" di Bronzino ha un valore indicativo compreso tra i 12 e i 18 milioni di dollari.
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