«0ffshore, ora si accorge del moto ondoso» Il Comitato condanna la «posizione ambigua» del Comune Questa volta nel mirino del Comitato No Grandi Navi c'è finito l'ammiraglio Tiberio Piattelli, comandante della Capitaneria di Porto. E soprattutto alcune sue affermazioni rilasciate l'altro giorno al termine del Comitato Portuale che ha approvato il Piano operativo triennale (Pot). In quell'occasione il responsabile della Guardia costiera veneziana aveva sottolineato - come riferito dal Gazzettino riportando le parole di Piattelli - che l'idea di realizzare un porto crociere appena fuori dalle Bocche di porto del Lido significherebbe movimentare almeno 200 lancioni granturismo al giorno con un aumento spropositato del moto ondoso. Riflessioni che hanno fatto sobbalzare sulla sedia i sostenitori del Comitato No Grandi Navi: «Incredibile! - attacca il portavoce, Silvio Testa - La Capitaneria di Porto si preoccupa del moto ondoso! Non lo fa in Canale della Giudecca, dove se l'ammiraglio Tiberio Piattelli si affacciasse dalle sue finestre vedrebbe nelle acque di sua competenza il quotidiano maremoto che costringe i giudecchini con gli stivali ai piedi anche con la bassa marea, ma evoca il problema per negare la fattibilità di un terminal croceristico fuori dalla bocca di porto di Lido a causa dei troppi lancioni Gran Turismo che sarebbero necessari per portare a Venezia i passeggeri. Lo stesso problema, cioé, che avrebbe il terminale off shore per i 2 milioni di container all'anno di cui favoleggia il presidente dell'Autorità Portuale, Paolo Costa, senza che per questo l'ammiraglio si preoccupi di ciò che succederà in laguna». Insomma, un attacco a tutto tondo. «Un progetto serio di terminal croceristico - avverte Testa - potrebbe trovare soluzioni pratiche moderne e sostenibili anche per i collegamenti con la città, e l'uscita del comandante della Capitaneria di Porto dimostra una sola cosa: che si vogliono ostacolare pregiudizialmente tutte le possibili alternative allo scavo del canale Contorta Sant'Angelo, voluto dall'Autorità Portuale». Parole dure anche contro il Comune: «L'astensione del Comune sul Pot è solo l'ultimo capitolo di una posizione ambigua che - conclude Testa - se nel Pat sancisce l'estromissione delle grandi navi dalla laguna, nella prassi vuole solo il loro allontanamento da San Marco per portarle a Marghera, mantenendo in laguna le due più gravi criticità che sono il gravissimo inquinamento e la devastante erosione dei fondali».