Solo una promessa i miliardi garantiti dallo Stato Non ci sono ancora convenzioni bancarie per i finanziamenti Due bandi: da Unioncamere e Regione 11 milioni per progetti di imprese e 10 destinati al recupero di chiese e teatri Ci sono due buone notizie e ce n'è una terza che guasterà l'umore ai terremotati. La prima ha a che fare con le regole per ricostruire case e aziende danneggiate: nei primi giorni della prossima settimana usciranno le attese ordinanze regionali che diranno ai cittadini come fare per ottenere i fondi. La seconda riguarda il risarcimento per chi ha subito danni, che potrebbe coprire il 100 dei costi (per ora c'è il sì del Senato). La terza c'entra invece con i soldi: i 6 miliardi promessi dallo Stato ancora non si vedono. Le ordinanze in arrivo, ferme alla Corte dei conti regionale per l'approvazione, sono tre: due riguardano le abitazioni, suddivise in base al grado di danneggiamento, l'altra le attività produttive, compreso il comparto lattiero caseario, che ha dato filo da torcere, con i suoi 35 milioni di perdite, ai magistrati. «Le regole sono state definite spiega il subcommissario per il terremoto della Lombardia, Carlo Maccari : la prossima settimana la Corte dei conti licenzierà i documenti. E mercoledì, in un seminario alla Fondazione universitaria di Mantova, spiegheremo agli enti e alle associazioni di categoria come muoversi». Regole e criteri in arrivo, quindi, ma in netto ritardo rispetto all'Emilia: «Un'ordinanza per i privati che hanno dovuto fare lavori urgenti in realtà già esisteva. Per chi, invece, non ha cominciato gli interventi, abbiamo preferito aspettare di avere la copertura finanziaria. Dovevamo, inoltre, essere cauti, e tenere gli stanziamenti del decreto 74 per le infrastrutture, come ad esempio il ponte di San Benedetto Po, per il quale stiamo attendendo un check-up da parte dell'università di Padova». Copertura finanziaria esistente, per ora, soltanto sulla carta: «I sei miliardi di euro stanziati dal governo per le tre Regioni colpite dal terremoto continua Maccari non sono disponibili. E mancano, a tutt'oggi, banche convenzionate alle quali i cittadini possano rivolgersi per pagare i lavori. Ma così sarà fino a quando la Cassa depositi e prestiti non avrà assicurato la provvista agli istituti di credito per il costo dell'operazione, pari a 900 milioni di euro (450 le due annualità 20132014), attinti dai fondi della legge 122». Per correre ai ripari, nel frattempo Regione Lombardia e Unioncamere hanno messo sul piatto 11 milioni di euro, attraverso un bando al quale potranno partecipare imprese e attività produttive: a giorni uscirà la graduatoria dei progetti accolti. E altri 10 milioni saranno messi a disposizione, sempre con bando, per il recupero dei beni culturali, come chiese e teatri. Puntelli, in attesa che lo Stato si decida a mantenere le promesse.