L'attacco di Massa Comune: «Era in cantiere dal 2006, poi il progetto è naufragato senza un perché» Che fine ha fatto il museo diffuso della memoria partigiana di Massa Marittima? La prima volta che lo troviamo negli atti dell'amministrazione risale al 2006, quando viene previsto nel bilancio del Comune. Passano gli anni e arrivano anche le delibere per l'avanzamento dei lavori e conseguenti anticipi di cassa. Ad oggi, però, se ne sono perse le tracce. Quindi, che fine ha fatto? Se lo chiede il movimento civico Massa Comune, che sul suo sito ha pubblicato tutte le delibere di giunta che hanno riguardato il progetto. Spulciando le delibere facciamo un salto indietro di quasi sei anni. È il 2006 e l'idea che viene in mente all'amministrazione è quella di creare una serie di presidi per creare un museo diffuso della Resistenza, con tutte le testimonianze e i cimeli della lotta partigiana che hanno coinvolto i cittadini della Città del Balestro. L'idea inoltre è quello di collegarlo ad altri musei simili, sparsi non solo tra le Colline Metallifere ma facendolo arrivare fin oltre i confini della provincia di Grosseto, insieme ad altri Comuni e borghi che hanno partecipato alla lotta contro l'invasione nazista nella seconda guerra mondiale. Un progetto da circa 170mila euro, pagati in buona parte dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena insieme al ministero dell'Industria. La prima traccia di questa idea la troviamo nel bilancio di previsione 2006, in cui nel piano triennale delle opere pubbliche si inizia a parlare del recupero di ex compendii minerari da destinare appunto al museo. Ci sono zone comprese a Massa Marittima città, altre a Niccioleta e nelle altre frazioni interessate dal tener viva la memoria della Resistenza. Nel 2007, poi, la giunta massetana di allora approva il progetto esecutivo. Vengono rivisti alcuni aspetti, limati dei dettagli e altre pratiche tecniche, che portano il progetto a diminuire nel costo: da 175mila si passa a una spesa di 120mila euro. Poi, per qualche anno, non ci sono delibere o altri atti amministrativi che riguardano il progetto. Fino al 2009, quando troviamo una nuova ristrutturazione di locali (questa volta nella frazione di Prata) che dovranno essere riconvertiti per poter accogliere le tracce partigiane e diventare un punto del museo diffuso. Altro salto in avanti con il tempo e arriviamo al 20120, quando il Comune inizia a chiedere autorizzazioni di anticipo cassa per poter far fronte alle spese tecniche del progetto. Poi basta. Del museo diffuso della memoria partigiana non si hanno più notizie. O meglio, lo troviamo nuovamente spulciando gli archivi, elencato tra le opere pubbliche 2008 (capitolo "beni culturali"). Infine, nel 2010,troviamo un accenno al "museo diffuso Prata" nell'elenco dei lavori non inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche. Al momento, insomma, il museo rimane un'idea che attraversa sei anni di carte e archivi. (a.f.)
MASSA MARITTIMA I partigiani restano senza il loro museo
Il progetto di creare un museo diffuso della Resistenza a Massa Marittima, iniziato nel 2006, è stato abbandonato senza un motivo preciso. Il progetto, previsto per 170mila euro, prevedeva la creazione di presidi per raccontare la storia della Resistenza nella città e nelle frazioni circostanti. La giunta di allora approvò il progetto esecutivo nel 2007, ma poi non ci furono più delibere o atti amministrativi che lo riguardassero. Nel 2009, il Comune iniziò a ristrutturare locali per accogliere le tracce partigiane, ma poi smise di lavorare sul progetto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo