Saranno le sentinelle attorno alla piazza che farà rinascere l'ingresso a mare di Carrarafiere, un progetto da 1,4 milioni Li hanno chiamati monoliti, dolmen, lingotti: sono i cento blocchi di marmo di Carrara per complessive 900 tonnellate, che si ergeranno a formare la piazza-ponte-ingresso (anche qui le definizioni si sprecano) che riqualificherà l'entrata storica del complesso Carrarafiere, su viale Colombo. Una nuova pavimentazione in pietra forte, e altri 15 blocchi di marmo bianco distesi per fare da panchine. Tutto questo progetto dello Studio Mario Bellini Architects, realizzabile in 24 mesi, costerà 1 milione e 400mila euro (compreso il valore dei marmi): 700mila a carico della Regione Toscana che ha già effettuato un aumento di capitale nella Imm, 500mila li mette direttamente la Imm con risorse proprie, e 200mila euro sono stati deliberati dal Ministero delle infrastrutture. Il progetto, pensato in circa tre mesi, ridisegna un pezzo di Marina e fa rinascere l'ingresso originario della Fiera che col tempo è diventato secondario rispetto a quello di via Maestri del Marmo. Prima delle gare ci vorranno le autorizzazioni: quella urbanistica del Comune (il sindaco non pone problemi), quella paesaggistica della Soprintendenza di Lucca, quella della Provincia per il tratto di viale Colombo davanti all'entrata fieristica, il quale dovrebbe, secondo l'idea dell'architetto Bellini essere lastricato anch'esso con pietra forte per dare continuità al "ponte" di monoliti che "scavalcando" il viale completerà con una esedra (un incavo semicircolare) la serie di marmi sul lato di viale Vespucci dove finisce la fascia del verde, rivalutandola. Ieri il progetto è stato illustrato con l'ausilio di rendering dall'architetto Bellini e dal collega Cipolletta. La piazza lunga 110 metri e larga 35, ospiterà, in un ordine no geometrico i 100 dolmen verticali, tutti uguali, di 50 centimetri per 150 per 450 (l'altezza) ma posizionati in modo da dare un'idea di movimento. Come ha detto Bellini, «posti senza effetti monumentali». L'architetto ha fatto capire di apprezzare lo spessore del marmo, più che l'ultrasottile, come un ritorno al passato, dell'uso della materia prima. La piazza con i dolmen non coprirà la veduta delle cave, né lo farà il muro in cemento (e polvere di marmo) con scolpito il nome di Cararra Fiere da cui si accederà, tramite un tunnel pedonale con tetto in acciaio ma lateralmente aperto al gioco di luci e ombre prodotto dalla serie di blocchi da un lato, e dalla pineta dall'altro. E sì, perché questa foresta lapidea e bianca sarà proprio nello spazio libero fra alle due pinete: quella verso Marinella dove si prevede anche un piccolo bar, e quella verso viale Galilei.«Non sarà toccato un solo pino» ha assicurato Bellini. La biglietteria interna dove si insinuerà la fila di dolmen, verrà rinnovata e ce ne sarà anche una esterna (funzionale ad esempio alla festa della birra o ad altre manifestazioni). Resterà lo scorrimento per i veicoli lungo il recinto fieristico da viale Galilei al piazzale che sbocca in viale Colombo. La piazza di marmo sarà illuminata la notte, con led attorno alle sedute, e torri-faro. Niente lampioni che disturberebbero l'estetica dei blocchi (che Bellini vuole «non lucidati»). L'architetto Mario Bellini, come ha ricordato il presidente della Imm, Giorgio Bianchini, ha realizzato grandi opere, di recente al Louvre, e a Francoforte. E' stato a Carrara in occasione di Marble Weeks nel 2011, è rimasto estasiato dallo scenario delle cave. Questo progetto arriva dopo gli ultimi interventi al complesso fieristico che risalgono a 6 o 7 anni fa. Negli ultimi due anni è stata completata la metà del programma di manutenzioni straordinerie.