Bisogna scordarsi di poter trasferire la Marittima a Porto Marghera. Ieri mattina Paolo Costa lo ha ribadito, «e non lo dico solo io, la stessa Capitaneria di porto spiega che non è possibile. Inoltre lo dimostra uno studio di Ca' Fosca-ri» e questa è la vera novità. Il presidente dell'Autorità portuale veneziana (Apv) ha parlato ieri mattina alla fine del Comitato portuale che ha approvato a larga maggioranza il nuovo Piano operativo triennale 2013-2015 (Pot). Il sindaco Giorgio Orsoni lunedì pomeriggio al Consiglio comunale aveva ribadito, a sua volta, che l'Amministrazione veneziana non è convinta dal progetto di scavare il canale Contorta-Sant'Angelo e che, invece, pensa ad una soluzione più semplice, meno costosa e meno impattante sulla laguna, ossia spostare le navi da crociera a Marghera. Lo studio del dipartimento di Matematica dell'Università di Ca' Foscari, invece, dimostra che al massimo si possono spostare a Marghera una o due navi da crociera senza creare grossi disagi al porto commerciale, ma se si spostano tutte le sette navi che abitualmente stazionano alla Marittima si dimezza il porto commerciale. L'Università ha raccolto tutte le ordinanze della Capitaneria di porto, i dati delle navi in transito e via di seguito, e hanno realizzato una simulazione di cosa succede se cambi anche una sola variabile. Se si esclude anche l'idea di realizzare un porto crociere appena fuori delle bocche di porto del Lido perché, ha spiegato nuovamente l'ammiraglio Tiberio Piattelli comandante della Capitaneria, significherebbe movimentare almeno 200 lancioni granturismo al giorno che provocherebbero un aumento spropositato del moto ondoso, rimane dunque solo lo scavo del canale Contorta. Lo studio sulla sua fattibilità, realizzato dal Magistrato alle acque e dalla Capitaneria di porto, è stato inviato mesi fa al ministero dei Trasporti ed ora si è in attesa di una risposta, anche e soprattutto per obbedire al decreto Clini-Passera che impone l'allontanamento delle grandi navi dal bacino di San Marco. Tra l'altro, ha ricordato ieri Costa, il 14 dicembre 2011 lui e il sindaco Giorgio Orsoni firmarono un comunicato congiunto sul traffico crocieristico e già lì erano spiegate le ragioni per le quali lo spostamento delle crociere a Marghera confligge con la sicurezza della navigazione e con le esigenze del porto commerciale (anche in vista dell'aumento del traffico dovuto alla realizzazione delle Autostrade del mare a Fusina, dei terminal logistici sui terreni ex Montefibre e Syndial, e dell'allargamento del molo Sali); e in quello stesso documento si aggiungeva la richiesta al Magistrato alle acque di uno studio di fattibilità per un nuovo accesso alla Marittima che riduca il passaggio in bacino di San Marco. Dove? Il canale Vittorio Emanuele è ritenuto impraticabile per motivi tecnici, rimane appunto il Contorta-Sant'Angelo.