Parafrasando Hitchcock e il suo «Vertigo», si potrebbe dire che il museo del Risorgimento è il museo che visse non due volte. Ma due anni. Già, perché dietro la chiusura dello spazio espositivo inaugurato dalla Società di Storia Patria il 30 maggio del 2010 in un tripudio di ghirlande e bandiere tricolori, non c'è soltanto l'amarezza per un'istituzione importante che serra i cancelli, ma anche la storia di uno spreco considerevole di soldi e di energie. Il restauro del museo, durato quattro anni, è costato quasi 300 mila euro, soldi messi a disposizione in gran parte dalla stessa Società che utilizzò così anni e anni dei versamenti delle quote dei soci, oltre che dalla Regione e dalla Soprintendenza. Tanto ci volle per trasformare uno spazio polveroso e abbandonato da mezzo secolo in un accattivante percorso espositivo, che raccoglie i ricordi di tutte le stagioni del Risorgimento siciliano, dagli albori del 1836-1837 ai moti del 1848-1849 fino alla spedizione dei Mille e l'Unità d'Italia Ieri l'ultimo giorno di apertura del museo e dell'intera Società di Storia Patria, con la sua biblioteca di 110 mila preziosi volumi. Il costo del restauro, diviso per il tempo di apertura, fa qualcosa come 400 euro al giorno. Dieci volte l'introito dei biglietti, che si aggira sui 40 euro. «Temporary museum», verrebbe da chiamarlo, parafrasando i temporary shop, negozi a tempo, che sono l'ultimo fenomeno della società dei consumi. Eppure l'avvio fu trionfale: i responsabili furono perfino costretti a chiamare i carabinieri per arginare il tripudio di duemila visitatori che avevano dato l'assalto alle sale, ansiosi di vedere per primi la camicia rossa e le stampelle di Garibaldi ferito, le foto-tessera dei Mille e perfino i peli della barba dell'Eroe dei due mondi. Il suggello arrivò, a settembre dell'anno successivo, dal presidente Giorgio Napolitano, che ne fece tappa della sua visita peri) 150 dell'Unità d'Italia. Adesso, tornata fuori moda la parola patria, sembra che tutto sia stato uno show.
PALERMO - Museo del Risorgimento, la chiusura dopo il restauro
Il museo del Risorgimento, inaugurato nel 2010, è stato chiuso dopo solo due anni a causa di un spreco considerevole di soldi e energie. Il restauro, durato quattro anni, ha costato 300 mila euro, finanziati in gran parte dalla Società di Storia Patria, dalla Regione e dalla Soprintendenza. Il museo era stato trasformato in un percorso espositivo accattivante, ma il costo del restauro, diviso per il tempo di apertura, è stato di 400 euro al giorno, dieci volte l'introito dei biglietti. L'avvio del museo fu trionfale, con 2.000 visitatori, ma adesso sembra che tutto sia stato uno show.
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