È L' ENNESIMA ferita inferta al parco della Zisa aperto un anno fa alla città e chiuso a dicembre per atti di vandalismo. Ma stavolta c' è andato di mezzo anche il Castello della Zisa, ancora fruibile alla città. I ladri di rame sono entrati in azione nottetempo rubando l' oro rosso dall' impianto elettrico e dalle condutture idriche tra il parco e il Castello. Il monumento e il parco sono rimasti così senza luce e senza acqua. Cinque dipendenti comunali, impiegati come custodi e addetti alla manutenzione del parco, ieri sono stati costretti a non lavorare. Per la prima volta anche gli impiegati della Soprintendenza hanno dovuto incrociare le braccia. L' incursione è stata scoperta ieri mattina da uno dei custodi all' ora di apertura. Il rame portato via è ancora da quantificare, ma si tratterebbe di centinaia di metri rubati con attenzione certosina dai ladri che hanno ispezionato i tombini e il sistema di illuminazione tra il parco e il Castello. Un mese fa la chiusura era stata decisa proprio dopo un furto al parco della Zisa. Oltre cinquemila i metri di cavi sottotraccia portati via. Un altro furto che ha mandato in tilt l' impianto elettrico e ha messo fuori uso le pompe delle vasche del parco. La riapertura subito dopo quel raid era stata prevista per gennaio dopo i lavori di messa in sicurezza che, però, non sono mai stati eseguiti. Un' operazione che sarebbe dovuta costare alle casse del Comune oltre 15 mila euro, secondo le stime iniziali. Ieri un' altra brutta sorpresa per i dipendenti del Coime che si occupano della manutenzione del parco e che si sono accorti di tre tombini scoperchiati. Hanno chiamato il responsabile del Comune che ha costato l' ammanco. «Erano gli ultimi cavi - dice Fabio Teresi, presidente della Quinta circoscrizione - che erano rimasti dalla parte di via Guglielmo il Buono. Non si può andare avanti così con furti uno dietro all' altro. Abbiamo chiesto l' installazione di un impianto di videosorveglianza o, in alternativa, un servizio di guardiania notturna. Mi chiedo adesso: chi pagherà questo danno?». Il giardino è ancora chiuso e solo il Castello si può visitare. «La cosa assurda è che c' è ancora il passaggio pedonale chiuso - continua Teresi - ai cittadini, che per passare da una parte all' altra devono fare un giro di chilometri invece di 50 metri». Attualmente i dipendenti del Coime, l' azienda comunale che si occupa della manutenzione e della gestione dei giardini, effettuano la sorveglianza diurna dalle 8 alle 18 in periodo invernale, mentre nel periodo estivo il custode è presente fino alle 20. La villa resta scoperta di notte e nei giorni festivi, i momenti preferiti dai ladri per entrare in azione. Anche l' accesso al parco non è in sicurezza: un varco nella cancellata principale consente di entrare facilmente. «L' amministrazione comunale continua ad allargare le braccia- conclude Fabio Teresi - e sotto i nostri occhi c' è un bene comune che si sta distruggendo: l' unico polmone verde di quella zona e un pezzo di storia della nostra città».