Un progetto contestato fin dall'inizio quello di piazzale Verdi. La prima versione prevedeva il recupero dell'area trasformandola in un anfiteatro (destinato a ospitare concerti e altri eventi di spettacolo) scavato nel terreno. Un intervento che avrebbe reso necessario lo spostamento del monumento ai caduti, l'obelisco che si trova nel centro del piazzale. Ma, appellandosi all'impossibilità di spostare un monumento il cui simbolo e valore è riconducibile alla memoria storica, grazie anche alla mobilitazione di alcuni parlamentari, alla fine la Sovrintendenza ha revocato il benestare al progetto. Che è stato rivisto dall'attuale amministrazione: piazza ovale al posto dell'anfiteatro, con intorno una siepe movibile alta quattro metri e una corsia larga due metri e mezzo. Al consiglio comunale aperto di venerdì, invitato da tutte le associazioni presenti, il sindaco si è impegnato ad allargare la corsia di passaggio a tre metri e mezzo, in modo da permettere ai vericoli di percorrerla. E attenuando così l'idea della chiusura tra il quartiere di Sant'Anna e il centro. Piazzale Verdi, il piano va in tribunale LUCCA Rischia di andare in tribunale il progetto di recupero di piazzale Verdi. Tutte le carte del progetto sono all'esame dei legali che l'associazione Parco Sant'Anna e Italia Nostra hanno incaricato a loro spese. Lo scopo è verificare se esistano - in base alle leggi vigenti - i presupposti per un ricorso contro il piano di recupero dell'area, un disegno che sia l'associazione dei cittadini di Sant'Anna che quella ambientalista contestano in pieno. E per più motivi, come spiegano il presidente del Parco, Giuseppe Marsili, e l'architetto Roberto Mannocci, presidente della sezione locale di Italia Nostra. Da una parte, c'è «la mancata partecipazione dei cittadini alla stesura del progetto - puntualizzano -. Furono fatte consultazioni, nell'autunno del 2008, ma solo propedeutiche alla stesura del progetto di massima del Piuss,perché quel passaggio era previsto dall'iter indicato dalla Regione per la presentazione dei progetti, pena l'esclusione dai finanziamenti. Dopo quegli incontri non ne sono stati fatti altri. Questa è una delle carenze che intendiamo contestare. Così come cercheremo di bloccare in ogni modo consentito l'attuazione dell'ultimo progetto di piazzale Verdi, che di fatto non ha mai ricevuto un'approvazione definitiva di alcun ente se non un benestare della Sovrintendenza». Altri aspetti del progetto di piazzale Verdi che vengono contestati riguardano ancora l'iter seguito dopo il decadimento del primo progetto (invalidato dalle Belle Arti perché prevedeva lo spostamento del monumento ai caduti sul baluardo, ndr). «A quel punto - sostiene Mannocci - prima di intervenire sul progetto bloccato dalla Sovrintendenza si doveva ripartire dal progetto di massima, che nella seconda versione perde la sua identità. Non è più il "progetto per l'anfiteatro" per una piazza di forma ellittica, di fatto una grande aiuola. Stiamo esaminando, con i nostri legali, l'intero iter amministrativo e non escludiamo denunce alla procura nel caso in cui venissero ravvisati estremi di natura penale. Se invece emergeranno solo difetti di carattere amministrativo, allora ricorreremo in sede civile». Intanto, il Parco di Sant'Anna riporta in auge un documento su piazzale Verdi presentato nel 2008, «ma sempre di stringente attualità - sottolinea Marsili -. Perché piazzale Verdi, fin dal 1911 quando è stata costruita la porta Sant'Anna, ha rappresentato il collegamento più importante fra il quartiere di Sant'Anna e il centro città. Ora il progetto di recupero, con la piazza ovale che in pratica interrompe il collegamento, rinnega il valore che il quartiere di Sant'Anna ha avuto negli anni. Ci domandiamo a cosa serva chiudere questo collegamento, che oltretutto isola strade importanti del centro storico come via San Paolino e via Vittorio Emanuele». Un documento in cui i cittadini di Sant'Anna, attraverso la loro associazione, esprimono profonda amarezza per la svalorizzazione del quartiere «non solo più popoloso di Lucca, ma che rappresenta anche il punto di approdo o partenza di cinque direttrici: la Firenze Mare attraverso viale Europa, la bretella di collegamento con Viareggio attraverso viale Luporini, la Sarzanese, la via Vecchia Pisana, via Cavalletti», si spiega. E, sempre il documento continua che mentre «il progetto Lucca Dentro si propone l'ambizioso obiettivo di favorire una ritrovata armonia territoriale, sarebbe auspicabile che il proposito di rigenerazione urbana muovesse inannzitutto dalle impellenti necessità di riorganizzazione complessiva». Parco Sant'Anna e Italia Nostra andranno avanti nella loro azione consapevoli che un ricorso potrebbe bloccare il Piuss? «Se il Piuss salta - dice Marsili -, i responsabili sono gli amministratori».