In tempo di saldi da ieri 10 gennaio e sino a domenica 20 gennaio, prima della nuova stagione che s'inaugura il 23 gennaio con la mostra dedicata ad Alighiero Boetti, biglietti ridotti da 11 a 8 euro al Maxxi di Roma. «Con la crisi è importante sostenere consumi culturali e fino a 26 anni con un solo biglietto si entra in due» ha affermato la presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri. I visitatori potranno approfittare dello sconto per scoprire l'amore per l'Italia di Le Corbusier; il mondo fantastico di William Kentridge; le città stellate di Grazia Toderi e le installazioni di luce di Proiezioni; i modelli delle architetture che hanno trasformato l'Italia dal '900 a oggi. Ma la politica dello sconto non rischia di danneggiare già i pochi introiti dei musei? Lo abbiamo chiesto ad Anna Maria Buzzi, direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Mibac: «La gente vuole pagare il biglietto e chiede servizi efficienti» risponde. Come siete giunti a questa conclusione? È emersa dalla Consultazione pubblica on-line «Il museo che vorrei" svoltasi dal 21 novembre al 14 dicembre 2012 sul web del Mibac, ideata e condotta dalla Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. Rappresenta una delle iniziative messe in campo per allargare la conoscenza, la fruizione e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale, attraverso l'offerta di servizi al pubblico, politiche di prezzo e di orario che vadano il più possibile incontro alle esigenze del pubblico. Quindi niente ingressi gratuiti nei musei statali? Il Maxxi fa benissimo a incentivare gli ingressi per accrescere i visitatori, ma per i musei statali già il prezzo è contenuto. Dati alla mano, ci sentiamo di escludere la riduzione dei biglietti, anzi. Non possiamo permetterci musei gratuiti, anche perché i prezzi oscillano dal biglietto da 11 euro per gli Uffizi durante le mostre temporanee (prezzo che scende a 6,5 euro per visitare le collezioni permanenti durante le giornate prive di nuove esposizioni, ndr) ai 2 euro di Palazzo Farnese a Caprarola. Come cambieranno le politiche di prezzo? Ipotizziamo di rivedere le politiche sulle gratuità di alcuni giorni festivi (san Valentino, festa della donna, 1 maggio ecc.). Pensiamo d'introdurre per i musei statali l'ingresso gratuito nell'ultima domenica del mese, andando così incontro ai bisogni del pubblico (a fine mese le famiglie italiane riducono anche il consumo di latte, ndr). E poi, pensando alla crescente disoccupazione giovanile, vorremmo segmentare meglio i prezzi negli altri giorni: oltre a confermare la gratuità sino ai 18 anni, vorremmo proporre un biglietto ridotto dai 18 a 29 anni. Purtroppo non possiamo permetterci di ridurre gli introiti dei musei perché abbiamo un territorio ballerino: oltre agli interventi di manutenzione ordinari, sono necessari quelli straordinari. Il Mibac avrebbe bisogno di un finanziamento da 2 miliardi di euro per mettere in sicurezza i beni culturali, mentre abbiamo 200 milioni all'anno per tutto patrimonio. Il 2012 è stato un anno di contrazione dei visitatori nei musei, monumenti e aree archeologiche statali? Fortunatamente no, i 40.177.966 visitatori del 2011 (con introiti lordi per 110.937.450,98 di euro) si sono confermati nel 2012 con oltre 40 milioni d'ingressi (dato provvisorio, ndr). Anche se la contrazione degli ingressi al cinema segnala un trend preoccupante. Per ora i beni culturali non registrano flessioni e l'apertura a pagamento del 25-26 dicembre e dell'1 gennaio (nel 2011 l'ingresso era gratuito, ndr) si è dimostrata un successo. Prossimi obiettivi? Crescere molto di più. Investire nei beni culturali contando su strumenti legislativi adeguati al fine di aprire siti, oggi chiusi, con personale di custodia e poter aumentare i numeri. E' necessaria una politica del personale per far partire attraverso l'economia della cultura l'economia del paese. Cresce la voglia di cultura. E sulla valorizzazione come agirà? Cercheremo d'intervenire spronando l'intervento dei privati a sostegno del pubblico nella valorizzazione del patrimonio culturale. Certo il momento non è propizio per un'apertura legislativa. Per esempio per la gestione di siti minori non ci sono personale e risorse adeguate, si potrebbero trovare nel mondo delle cooperative e nel privato sociale del no profit. Certo occorreranno modifiche legislative perché alcune cose non possono essere avanti con gli attuali strumenti legislativi. Tutto è all'attenzione del ministro. Un'indagine ha rivelato che il nostro è il paese delle mostre (11mila all'anno): il Mibac non dovrebbe avere un coordinamento maggiore? Sulle mostre ho chiesto a tutti gli uffici dell'amministrazione di dare indicazione delle iniziative espositive sul territorio, attraverso un'attenta programmazione divulgata presso gli istituti all'estero e le ambasciate potremmo veicolare l'afflusso turistico culturale su questi eventi, di cui molte volte non se ne ha contezza. Capitolo prestiti. Come valorizzare il nostro miglior biglietto da vista all'estero: le opere d'arte? Il Ministro Ornaghi ha dato incarico al Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici di indicare le linee guida per la politica italiana dei prestiti, di sicuro abbiamo opere nei depositi non fruibili, che necessiterebbe di un intervento conservativo. Ipotizzo di portare questo patrimonio in giro per il mondo: potremmo avere spazi espositivi con il marchio Italia nel mondo. Con piccole modifiche legislative le opere artistiche, ma anche materiali archeologici, provenienti dai nostri depositi potrebbero volare all'estero in cambio di un contributo economico dai paesi ospitanti per sostenerne il restauro. Basta pensare all'Acquila, per comprendere quanto abbiamo bisogno degli aiuti di tutto il mondo per ridare luce al nostro patrimonio. Quindi aprire anche al fundraising all'estero, magari introducendo benefici fiscali? Siamo studiando con l'ufficio legislativo come realizzare fundrasing sull'estero, soprattutto se prestiamo le opere. È bloccato il turnover del personale? No, ma dal 2000 al 2012 siamo passati da 25mila dipendenti Mibac a 19mila con un'età media di 55 anni. Alla luce di questi dati occorrerà massima collaborazione da parte del personale dipendente. Non possiamo pensare di far fronte alla contrazione del personale che nel giro dei prossimi duetre anni andrà in quiescienza: sarà inevitabile far ricorso a risorse professionali alternative come quelle del volontariato e del privato sociale per consentire una maggiore fruizione dei beni culturali. Questo si tradurrà in un decentramento? Va potenziata la collaborazione con gli enti territoriali, stiamo lavorando ad accordi di valorizzazione con gli enti territoriali che prevederanno degli accordi con i privati. Si tratta di attivare gli accordi di collaborazione ai sensi dell'art. 112 del Codice dei beni culturali. Uno dei primi esperimenti di valorizzazione in via di conclusione è con la Regione Puglia, poi ne seguiranno altri. Infine, i bandi sui servizi aggiuntivi sono fermi al Tar, solo due gare sono andate in porto su siti minori. Quando questa prorogatio terminerà? Abbiamo chiesto agli stakeholder (concessionari e soprintendenti) di presentare entro il 13 gennaio al Ministero le osservazioni sui bandi relativi ai servizi aggiuntivi per rivedere le linee guide del 2009. Ma sinora abbiamo ricevuto solo quattro osservazioni, incredibile dopo tutto il battage contrario. Ci aspettavamo un contributo molte più consistente per migliorare il servizio. Ciononostante proseguiremo nel lavoro di rielaborazione.
il Sole 24 Ore
15 Gennaio 2013
✓ Entità verificate
ROMA - Buzzi (Mibac): In vista musei gratis l'ultima domenica del mese.
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