Honsell: «Chiederò a de Eccher di poter presentare il progetto in sala Aiace». A breve il parere della Soprintendenza che ha già ricevuto gli elaborati da Moneo La sagoma resterà la stessa, ma le linee architettoniche del nuovo palazzo dell'Upim saranno diverse. Rispetto all'attuale avrà meno parti in vetro. Il progetto firmato dall'archistar Rafael Moneo è al vaglio della Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici, Maria Giulia Picchione, la quale ha già incontrato il noto architetto assieme al sindaco Furio Honsell, che non esita a esprimere apprezzamenti per l'opera, tra le più attese e discusse in città. E proprio perché l'opera è destinata ad alimentare il dibattito culturale, il primo cittadino si prepara a illustrare il progetto alla cittadinanza. «Chiederò - assicura il sindaco - a de Eccher di presentare il nuovo progetto di riqualificazione del palazzo dell'Upim con Moneo, in sala Aiace». L'attesa è notevole perché, da quando è stato costruito, il palazzo dell'Upim è stato vissuto dagli udinesi come la bruttura della città. Prevale, infatti, il ricordo dell'ex cinema Eden, l'edificio liberty progettato da Provino Valle. Ecco perché, oggi, tutti vogliono vedere il progetto di Moneo prima dell'apertura del cantiere. Honsell, però, sa bene che la decisione spetta alla proprietà, appunto il gruppo Rizzavi de Eccher che ha speso 20 milioni per acquistare il palazzo e ne investirà 45 per rifarlo, e per questo si candida a fare il mediatore tra l'una e l'altra parte. Nel frattempo, la soprintendente vaglia gli elaborati per esprimere un parere che potrebbe arrivare a breve. Anche perché il nuovo progetto non trascura i suggerimenti inviati a Moneo dalla stessa soprintendente che, come detto, nelle scorse settimane, ha affrontato la questione con l'archistar e il sindaco. «Ho apprezzato molto il progetto perché valorizza anche piazza Duomo» afferma Honsell soffermandosi, in particolare, sul collegamento con il giardino di palazzo Morpurgo da un lato e su piazzetta Belloni dall'altro. «Questo collegamento crea le condizioni per mettere mano su piazza Duomo» insiste il sindaco secondo il quale si tratta di un palazzo importante sui quattro lati. «E' un intervento destinato a lasciare il segno» dice il primo cittadino auspicando di chiudere la partita prima della fine della legislatura. Su questo fa leva pure il gruppo Rizzavi de Eccher che auspica di iniziare le demolizioni ad agosto quando gli udinesi saranno in ferie. Facile immaginare che il parere della Soprintendenza condizioni anche il Comune nel senso che, se la dottoressa Picchione darà il via libera, i tecnici di palazzo D'Aronco si limiteranno a valutare il rispetto dei vincoli urbanistici, ovvero quanto previsto dal nuovo piano regolatore. Una norma che riprende il vincolo trascritto dal Ministero dei beni culturali nel 1957 dopo la demolizione dell'ex cinema Eden, per tutelare piazza Libertà, gli edifici e gli spazi che la costituiscono, come previsto dalla legge 108939. Ritenuta l'opportunità di evitare che sia danneggiata la prospettiva, il ministero decise di imporre particolari prescrizioni nei confronti del palazzo dell'Upim decretando: «L'edificio non può venire, senza preventiva approvazione, modificato, sopraelevato o demolito, in tutto o in parte. E' fatto inoltre divieto di modificare l'attuale tipo di copertura e di collocare tabelle o altre insegne pubblicitarie sulla facciate e sul tetto». Toccherà proprio alla Soprintendenza far rispettare il vincolo imposto a suo tempo per tutelare il centro storico udinese. Su questo vincolo fanno leva anche chi, come gli architetti Giorgio Ganis e Massimo Bortolotti, un anno fa, chiesero di analizzare il progetto in un dibattito pubblico. O come la presidente di Italia nostra, Michela Cafazzo, che aveva avvertito: «Se per il nuovo palazzo dell'Upim non esiste un dov'era e un com'era, non si deve nemmeno parlare di un taglio netto con il passato».