Il Comitato No navi. Oggi primo compleanno con dibattito "I poteri forti di Vtp e Porto impongono la loro volontà alla città. Si fa solo l'interesse delle grandi compagnie" VENEZIA E' passato un anno dal naufragio della Costa Concordia e a Venezia non è cambiato nulla. Le grandi navi continuano a transitare per San Marco e canale della Giudecca, denuncia il Comitato «No grandi navi laguna bene comune». «Siamo arrivati a duemila inchini l'anno e niente è stato fatto». Il decreto ministeriale contro il passaggio di navi sopra le 4o mila tonnellate è rimasto lettera morta: «La sua applicazione è subordinata alla definizione di un'alternativa spiega Silvio Testa per il Comitato ma l'unica al vaglio è quella dell'Autorità portuale». Nell'attesa, a Venezia rimangono i pericoli legati all'inquinamento e all'erosione di fondali e rive. Il Comitato non getta però la spugna e proprio oggi si riunisce in assemblea al Laboratorio Morion a San Francesco della Vigna. «Domani (oggi, ndr) è anche l'anniversario della nascita del Comitato spiega Tommaso Cacciari, del Comitato faremo il punto della situazione, delle sue luci ed ombre». I No grandi navi sono soddisfatti dei risultati nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e dell'emendamento al Piano di assetto del territorio con l'estromissione delle crociere dal centro storico. «Gli esiti della mobilitazione si scontrano tuttavia con i poteri forti di Vtp e Porto che impongono la loro volontà alla città», dice Cacciari. Oggi discuteranno su come provare a cambiare la situazione con mobilitazioni e iniziative. E la sera, festa di autofinanziamento. Comunque sia non mancano le perplessità alle alternative al passaggio davanti a San Marco. «Fare il canale Contorta Sant'Angelo sarebbe come nascondere la polvere sotto il tappeto, non cambierebbe nulla, i mastodonti del mare non passerebbero più a San Marco ma inquinamento e compromissione di rive e fondali verrebbero spostati e aggravati», si legge in una nota del Comitato. Scavare ancora in laguna, dicono, apparterrebbe alla stessa logica che ha portato le grandi navi in centro storico. «Il problema del crocierismo non si risolve liberando San Marco e distruggendo la laguna continua il Comitato . La soluzione è un cambio di modello, l'abbandono del gigantismo navale che fa solo gli interessi delle compagnie di crociera a danno delle comunità locali». Stasera decideranno quale azioni mettere in programma nei prossimi mesi.
Venezia. Duemila inchini, nel 2012 decreto mai applicato
Il Comitato No navi celebra il suo primo compleanno con un dibattito su come affrontare i poteri forti di Vtp e Porto che impediscono di cambiare la situazione a Venezia. Il Comitato denuncia che le grandi navi continuano a transitare per San Marco e canale della Giudecca nonostante il decreto ministeriale contro il passaggio di navi sopra le 4o mila tonnellate. Il Comitato chiede un cambio di modello e l'abbandono del gigantismo navale che fa solo gli interessi delle compagnie di crociera a danno delle comunità locali. Il Comitato si riunisce in assemblea per discutere delle sue luci ed ombre e per decidere quali azioni mettere in programma nei prossimi mesi.
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