«Guardi, dopo quel che ho passato nella mia vita professionale devo avere poca paura di tutto». Si presentò così al Tirreno, il 16 settembre del 2011, il neo assessore Mauro Grassi. Cinque figli «ma single», 62 anni, in tasca due lauree in economia e statistica e una lunga esperienza da dirigente in Regione: dal 2000 al 2005 alla direzione di Cultura, Formazione e Lavoro. Fino al 2011 anche Assetto del territorio e Ambiente. Urbanistica e Ambiente sono proprio le deleghe che Alessandro Cosimi gli ha affidato una volta arrivato a Livorno. Il sindaco lo ha voluto fortemente nel rimpasto successivo all'uscita di Claudio Ritorni. Da subito è stato considerato il super assessore di Palazzo Civico, chiamato a gestire partite come Piano strutturale e Limoncino. Nei mesi, forse, qualcosa nel rapporto col sindaco non è andato. La catena si è spezzata a dicembre, quando il renziano Grassi (all'insaputa di Cosimi) ha iniziato a raccogliere le firme per candidarsi alle primarie per il Parlamento del Pd. Cosimi, di fatto, lo ha invitato a dimettersi. Alla fine, quando aveva già lasciato, Grassi ha raccolto un centinaio di firme tra gli iscritti al Pd in due giorni: non abbastanza per scendere in campo.
TOSCANA - Dalla Regione al super assessorato, poi la rottura delle primarie
Guardi, dopo quel che ho passato nella mia vita professionale devo avere poca paura di tutto. Si presentò così al Tirreno, il 16 settembre del 2011, il neo assessore Mauro Grassi. Cinque figli ma single, 62 anni, in tasca due lauree in economia e statistica e una lunga esperienza da dirigente in Regione: dal 2000 al 2005 alla direzione di Cultura, Formazione e Lavoro. Fino al 2011 anche Assetto del territorio e Ambiente. Urbanistica e Ambiente sono proprio le deleghe che Alessandro Cosimi gli ha affidato una volta arrivato a Livorno. Il sindaco lo ha voluto fortemente nel rimpasto successivo all'uscita di Claudio Ritorni. Da subito è stato considerato il super assessore di Palazzo Civico, chiamato a gestire partite come Piano strutturale e Limoncino. Nei mesi, forse, qualcosa nel rapporto col sindaco non è andato. La catena si è spezzata a dicembre, quando il renziano Grassi (all'insaputa di Cosimi) ha iniziato a raccogliere le firme per candidarsi alle primarie per il Parlamento del Pd. Cosimi, di fatto, lo ha invitato a dimettersi. Alla fine, quando aveva già lasciato, Grassi ha raccolto un centinaio di firme tra gli iscritti al Pd in due giorni: non abbastanza per scendere in campo.
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