Sentenza del tribunale amministrativo dopo una battaglia legale ventennale è uno dei luoghi più esclusivi dellesclusiva Portofino e, infatti, tra gli ospiti celebri può annoverare Liz Taylor, Richard Burton, Catherine Deneuve, Roger Moore, reali scandinavi, fino ad arrivare ai più recenti Andrea Boccelli, Naomi Campbell e perché no (anche questa è celebrità) Ruby Rubacuori, che qui festeggiò i suoi 18 anni. Il "qui" è lambitissima terrazza veranda del ristorante Pitosforo di Portofino che ora, dopo una battaglia legale quasi ventennale, rischia di essere demolita. Perché si tratta di «opere abusive realizzate in zona vincolata», come hanno sentenziato i giudici del Tar respingendo il ricorso della famiglia Vinelli. Gli eredi di Marco Vinelli, che aprì il locale nel 1951, si erano rivolti al tribunale amministrativo per ottenere la cancellazione di una serie di atti dellEnte Parco di Portofino e della Regione Liguria in base ai quali era stata respinta la loro richiesta di condono per le opere abusive. «In particolare - spiegano i giudici - è stato espresso parere negativo relativamente alla costruzione di due locali di servizio ripostiglio doccia, in quanto realizzate nel 1980 successivamente allapposizione del vincolo di inedificabilità assoluta sulla zona. Inoltre non sono state ritenute condonabili: la costruzione sulla terrazza lato mare di una veranda ad uso sala ristorante... costruzione e ristrutturazione di alcuni locali di servizio e del relativo lastrico solare di copertura comprendenti due scale di collegamento un servizio igienico, quattro ripostigli» perché in contrasto con il piano paesistico». Disattese le molte obiezioni dei ricorrenti, riguardanti tra laltro la collocazione temporale di realizzazione dei manufatti abusivi. «Occorre rilevare - sentenzia inoltre il Tar - come le opere si collocano nel contesto del porticciolo di Portofino una delle aree paesaggistiche più pregiate del mondo, di talché anche opere che altrove possono essere considerate modeste appaiono, in tale contesto, in grado di alterare significativamente i valori paesaggistici». I giudici (il presidente Santo Balba e con lui i consiglieri Luca Morbelli e Angelo Vitali) concordano poi con le conclusioni cui è pervenuto lEnte Parco: «Si afferma, infatti, che le opere in questione per effetto delleccessiva volumetria si pongono in contrasto con gli obbiettivi del ptcp. Il parere poi dà conto dellaltezza raggiunta rispetto al piano del molo e dellincongruo rapporto con le dimensioni delledificio». Ora è logico supporre che la famiglia Vinelli faccia ricorso al Consiglio di Stato ma, nel frattempo, il Comune dovrà procedere allintimazione di demolizione della veranda abusiva. In caso il Consiglio di Stato dovesse concordare con il Tar, ai titolari del Pitosforo non resterà che una strada, chiedere una variante al piano urbanistico. Soluzione assai complicata ma non impossibile nellItalia che ha fatto di strumenti eccezionali come deroghe e condoni lassoluta normalità. (marco preve)