Il secondo giorno del convegno internazionale di 'Italia Nostra" sull'Appia Antica, è come una full immersion in un universo perduto, eppure presente, basta decifrarlo....«Non c'è intervento anche di ordinaria manutenzione sull'Appia Antica - dice l'appassionata archeologa Rita Paris, della Soprintendenza Archeologica di Roma -che non riservi delle sorprese!». Un mondo, popolato, da oltre duemila anni - l'Appia fu tracciata, nel suo primo tratto, da Roma a Capua, nel 312 a.C. per iniziativa de! censore Appio Claudio- e poi via via nei secoli (la completò l'imperatore Traiano con le due colonne di Brindisi), di fastose ville suburbane, palazzi imperiali, circhi - il complesso di Massenzio - e, all'orizzonte più prossimo, acquedotti, e tombe (la più celebre, quella di Cecilia Metella), e templi, anche bizzarri.... Chi aveva sentito nominare, diciamo la verità, (se non fra gli addetti ai lavori), il tempio del Dio Redicolo, o Dio del Ritorno, dedicato dai romani, grati, alla divinità che aveva costretto Annibale a tornare sui suoi passi...? Voglio dire: questo mondo ci è stato tenacemente restituito e, in parte, recuperato e protetto, negli ultimi cinquant'anni, dagli appelli e dalle denunce di Zanotti Bianco, di Cederna, dalla attenzione infaticabile, quotidiana, di persone inserite in strutture (le Soprintendenze) spesso burocratizzate all'eccesso e, sempre, con pochissimi mezzi finanziari: dal lavoro disinteressato di associazioni come "Italia Nostra", e finalmente, da interlocutori disponibili in Campidoglio. Così, quando Antonio Mucci, a nome del Soprintendente del Comune di Roma, Eugenio La Rocca ("'L'ha chiamato improvvisamente il Sindaco, si scusa...."), comincia a descrivere lo stato in cui era l'Appia Antica nei primi Anni Cinquanta, non può non ricordare «una immensa discarica che aveva sepolto l'assetto ottocentesco di Museo a cielo aperto, realizzato dal Conservatore vaticano dell' Appia Antica, Luigi Canina, anche su suggestione del Canova...". Nello stesso periodo, divampa la speculazione edilizia incontrollata. Il Piano regolatore del 1965, in cui Giacomo Mancini, all'epoca Ministro dei Lavori Pubblici, aveva inserito un decreto di tutela per 2500 ettari del comprensorio, da Porta San Sebastiano al confine del Comune di Marino, per la parte proposta da Mancini non viene attuato. Nel 1970 ci fu il primo tentativo di esproprio della Valle della Caffarella (tenute Torlonia e Gerini), ma fallì. Nel 1988, finalmente, la Regio Lazio emana la legge che istituisce il Parco Regionale suburbano deil'Appia Antica che si estende in un area di 3500 chilometri. Le ultime acquisizioni, sottolinea Mucci, sono quelle della Caffarella, iniziate nel 2000, per un primo tratto e che dovrebbero essere ora completate con un secondo tratto, comprensivo di preziosi edifici come la Vaccareccia (antiche stalle), ed Casali Cartoni. Mucci cita anche il casale annesso al tempio del Dio Redicolo: e la scoperta, accanto al colombario, (che illustrerà la Dottoressa Paris), di un'intera necropoli... «Da esplorare con cautela perché vi è una falda acquifera, presente anche nel Ninfeo dedicato alla Ninfa Egeria, adiacente alla Villa suburbana di Massenzio... » E già a questo punto non c'è che programmare, per la buona stagione,una serie di domeniche sull'Appia Antica, possibilmente in visite guidate a piccoli gruppi (perché non ci pensa "Italia Nostra"?). Dico questo perché anche la relazione "passionale" di Rita Paris alimenta la voglia ... L'archeologa fa scorrere sullo schermo digitale meravigliose visioni: ecco il basolato della "Regina viarum" disseppellito per 16 chilometri, e rimarginato dalle ferite inferte al suo tracciato dal GRA; ecco la tomba di Cecilia Metella che, con il Castrum Caetani, è diventato un piccolo museo, ed ancora la Villa dei Quintili, e, recentissimo acquisto della Soprintendenza Archeologica di Roma- «Per una volta siamo riusciti ad esercitare il diritto alla prelazione»-la Villa di Campo di Bove: una villa non incompatibile, ci sembra, con questi luoghi "letterari", ma ammodernata da una piscina subito soppressa. «La villa infatti sorge accanto ad un'area archeologica straordinaria, dove è presente un impianto termale che potrebbe appartenere alla grande proprietà di Erode Àttico... » Intanto, il 21 aprile vi sarà inaugurato il Centro Documentazione Appia Antica, intitolato ad Antonio Cederna: comprenderà anche l'intero archivio di questo grande intellettuale e tra i primi difensori di una strada storica, definita così dallo studioso francese del CNRS, Gerard Choqueur, nella sua relazione al Convegno a Palazzo Massimo: «Un progetto coloniale aggressivo di ventitré secoli fa, che,paradossalmente, è diventato la ragion d'essere del rispetto attuale dei luoghi».