Il 6 marzo si svolgerà l'udienza: la società proprietaria del terreno cita il Comune Accanto a San Cerbone dovevano essere messi in cantiere lavori di qualificazione MASSA MARITTIMA Fissata l'udienza, non resta che aspettare il verdetto del giudice. Perché la posta in gioco è altissima e le carte ormai sono in tavola. Sarà discusso il 6 marzo dinanzi al Tar il ricorso sull'area ex Molendi con cui la società Porta al Salnitro chiede al Comune più di 5 milioni di euro di risarcimento. Una cifra spaventosa per un ente pubblico. Soprattutto a Massa Marittima, dove soltanto di recente l'amministrazione è riuscita a far fronte a una altro debito milionario di vecchia data come quello Pizzarotti. La vicenda risale alla fine degli anni '90 ma trova il suo compimento soltanto adesso, quasi vent'anni dopo. L'oggetto della contesa tra la società e il Comune è l'area vicina al duomo di san Cerbone, su cui erano stati fatti dei progetti di riqualificazione mai realizzati. Tutto si è risolto in un ricorso, con cui la Porta al Salnitro chiede ben 5 milioni e mezzo di euro di risarcimento all'amministrazione. L'udienza è fissata per il 6 marzo al Tar di Firenze. «Una eventuale sentenza sfavorevole al Comune potrebbe segnarne il definitivo tracollo economico e finanziario. scrive il movimento civico d'opposizione Massa Comune sul suo sito I massetani più attenti hanno capito che la situazione è gravissima e che incombe su di loro un vero e proprio dramma». La civica sul suo portale web ripercorre la vicenda, forte del fatto di essersi impegnata a suo tempo per risolvere la situazione, spingendo l'amministrazione a trovare un accordo con la società prima e a ricorrere a sua volta al Tar dopo, per tutelarsi. Soluzioni pratiche o meno, ormai le carte sono in tavola e non resta che aspettare la sentenza. Tutto inizia nella seconda metà degli anni '90, quando l' amministrazione approvò un progetto di riqualificazione ed accesso al complesso monumentale di San Cerbone, da realizzare nell'area di proprietà dell'impresa "Molendi srl". Realizzazione di due parcheggi a cielo aperto e di volumi annessi, comprendenti un centro commerciale, un'autorimessa interrata, una torre ascensore per accedere al sagrato della basilica e opere di raccordo della viabilità per accedere all'autorimessa. Un progetto importante, insomma, che però non fu visto di buon occhi da alcuni cittadini (che formarono un comitato ad hoc) e dagli ambientalisti, sostenendo che quella era una zona ad alta vulnerabilità. Alla fine del '98, in ogni caso, il progetto venne approvato e il Comune firmò la convenzione con la società. L'accordo consentiva all'amministrazione di demolire a proprie spese i fabbricati di proprietà della Molendi Srl, assumendo a proprio carico tutti gli oneri finanziari derivanti dagli eventuali imprevisti che fossero sorti nel corso di esecuzione dell'intervento. Ma poco dopo arrivarono gli stop dalla Soprintendenza e da altri uffici competenti e il progetto non è mai stato realizzato. A quel punto tutto si è bloccato e tra Comune e società (che intanto ha cambiato nome in Immobiliare Porta al Salnitro) si è creato il contenzioso, con quest'ultima che ha attivato la procedura arbitrale prevista dalla convenzione, chiedendo un risarcimento di cinque milioni e mezzo di euro. Il collegio arbitrale però ha rimandato la palla al Tar, dove è stato presentato il ricorso. Arriviamo così ai giorni nostri, con cinque milioni di euro sul piatto e l'amministrazione che trattiene il fiato.