ROMA, 14 MAR - Nell'anno del Parmigianino, un'opera del padre dell'artista, Filippo Mazzola, torna a Piacenza da Parma, dove e' rimasta in restauro per sedici anni. E' il Polittico dipinto nel 1499 da Mazzola (1460 circa-1505) per la chiesa di Santa Maria delle Grazie del borgo di Cortemaggiore, capitale del piccolo ma autonomo Stato Pallavicino. L'inaugurazione e' in programma sabato 22 marzo. Complesse le vicende della ricomposizione dell'opera, originariamente formata da undici tavole e cinque tondi, inseriti in una cornice monumentale. Il polittico fu scomposto nel 1885 e parzialmente venduto per necessita' economiche della chiesa: le tavole rimaste furono trasferite nel 1987 a Parma per il restauro. Particolarmente tortuoso il cammino della cornice: acquistata dal Victoria and Albert Museum alla fine dell'800, arrivo' una decina di anni fa a Washington, quando il collezionista inglese Paul Levi, che l'aveva acquistata nel 1963 in un'asta di rigatteria, la invio' da un vecchio allievo americano, William Adair, per un restauro conservativo. Adair e i suoi assistenti riuscirono a ricostruire l'itinerario seguito dall'opera e quindi ricondurla idealmente al polittico di Cortemaggiore. Levi ha poi deciso di donarla all'Italia. Ricomposto ora parzialmente (mancano ancora all'appello quattro tondi e due tavole, una delle quali rintracciata al Museo delle Belle Arti di Budapest) all'interno della sua cornice, il polittico "consente - spiega Vittorio Sgarbi, che ha seguito da vicino le vicende della ricomposizione e interverra' all'inaugurazione - di ridare dignita' a Filippo Mazzola, in verita' molto meno apprezzabile del figlio Parmigianino, e di ricollocarlo all'interno della cultura veneta di fine '400-inizi '500: sono fortissimi, infatti, i richiami a Bellini e a Cima di Conegliano. E soprattutto, nella figura della Madonna e in particolare del Bambino, si vede come lo stesso Parmigianino tenne conto di questo polittico nel suo primo dipinto, la Pala di Bardi: era gia' preso dalla modernita' del Correggio, ma in qualche modo aveva la memoria del padre, della tradizione". Fondamentale e' stato il contributo della Banca di Piacenza, che si e' interessata della collocazione delle tavole in una teca conservativa nonche' del rientro dagli Stati Uniti e del restauro della cornice.