PORTOCANNONE Il Consiglio di Stato ribalta il verdetto del Tar Molise è dà il via libera all'impianto fotovoltaico in contrada Ingrotte a Portocannone. Ancora un braccio di ferro tra aziende che si occupano di energia alternativa e la Soprintendenza, che, come spesso accade, aveva detto no ai pannelli solari. La ditta titolare del progetto si era perciò rivolta ai giudici amministrativi. Il Tar, nell'ottobre del 2011, aveva dato ragione ai Beni Culturali, perché l'impianto sarebbe andato ad incidere su aree vincolate sia dal punto di vista paesaggistico (il territorio di Portocannone) sia dal punto di vista archeologico (il tratturo L'Aquila Foggia). «L'impatto degli impianti fotovoltaici - si legge tra l'altro nella sentenza - , sotto il profilo ambientale, aumenta con l'aumentare della loro dimensione, sino al punto di stravolgere il paesaggio e le sue peculiari caratteristiche». E ancora. «Il parere della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, secondo cui sarebbe stato opportuno un ulteriore controllo preliminare, per escludere con certezza l'interferenza con probabili presenze archeologiche e per scongiurare l'alterazione definitiva del tracciato del tratturo, appariva adeguato e proporzionale, sotto il profilo archeologico, venendo l'impianto a trovarsi, per alcuni tratti nelle vicinanze del tratturo stesso». La ditta però non si è arresa e ha presentato appello, sostenendo tra l'altro che «il provvedimento impugnato è viziato oltre che per sviamento di potere anche per carenza istruttoria e travisamento dei fatti, non essendo stata compiuta dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici un'adeguata e completa analisi dello stato dei luoghi». Il Consiglio di Stato le ha così dato ragione perché«il provvedimento impugnato, risulta viziato per incompetenza, essendo stato adottato dal Direttore Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici del Molise e non dal Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici che, aveva, per quanto precedentemente detto, la competenza ad emanare detto provvedimento». Questa la sentenza che, di fatto consente la realizzazione dell'impianto di nove ettari nelle campagne del centro bassomolisano. Ma intanto è scontro in Molise sulla realizzazione di nuovi impianti. Una battaglia che riguarda principalmente l'eolico, ma che non esclude il fotovoltaico e le biomasse. L'obiettivo resta quello di salvaguardare il paesaggio e i siti di interesse archeologico, per questo più volte il direttore regionale dei Beni Culturali Famiglietti ha osteggiato le installazioni «senza criterio e senza rispetto di nessun parametro - ha detto - che si stanno permettendo nel territorio molisano. Chi ne guadagna solo le imprese dell'energia del vento e chi ne soffre le conseguenze sono i crinali delle belle alture molisane. Le ricadute poi travolgono a catena tutti, cittadini compresi. Perché turismo è economia e i turisti non vanno in vacanza in un territorio deturpato». Una materia complessa e delicata sulla quale, sempre più spesso, sono i giudici a dover decidere. Cercando di evitare l'invasione selvaggia di questo tipo di impianti. R.M.
MOLISE - Portocannone. Il Consiglio di Stato ha detto sì al parco fotovoltaico
Il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento del Tar Molise che aveva bloccato l'impianto fotovoltaico in contrada Ingrotte a Portocannone. La sentenza conferma che l'impianto non avrebbe avuto un impatto negativo sul paesaggio e sull'archeologia. La ditta che aveva realizzato il progetto aveva presentato appello al Tar, sostenendo che il provvedimento era viziato e che non era stata compiuta un'adeguata analisi dello stato dei luoghi. Il Consiglio di Stato ha dato ragione alla ditta e ha annullato il provvedimento. Questa sentenza consente la realizzazione dell'impianto di nove ettari.
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