ROMA La denuncia di inizio attività e il silenzio-assenso di 30 giorni nei lavori edilizi è uno dei casi di semplificazione di maggiore successo e uno dei pochi temi che ha messo d'accordo tutto il mondo politico italiano, maggioranze di centro-sinistra e maggioranze di centro-destra, Governo centrale e Regioni, in una spirale di innovazione, non ancora conclusa, ma che ha portato a liberalizzare sempre più la realizzazione di lavori, a beneficio dei cittadini. Oggi se ne fa un uso molto esteso: praticamente per tutti i lavori minori e per molti lavori più pesanti e di nuova costruzione, sempre che siano coerenti con i piani regolatori e gli strumenti urbanistici vigenti. Introdotta dal primo Governo Berlusconi nel 1994-95 con alcuni decreti legge non convertiti, la Dia applicata all'edilizia era limitata ai lavori minori e in sostituzione della sola autorizzazione edilizia. Era stata poi sistematizzata dal Governo Prodi e dalle leggi regionali, che hanno cominciato anche a introdurre la Superdia, vale adire la possibilità di utilizzare la Dia in sostituzione della concessione edilizia, per i lavori più pesanti, sia pure: con alcuni rigidi paletti sulla documentazione da presentare e sulle compatibilità con i piani urbanistici attuativi (in particolare con le «disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive» in esso contenute). L'ultima spinta ad ampliare la semplificazione è venuta, a livello statale, con il berlusconiano slogan «padroni in casa propria» e con l'introduzione nella legge obiettivo (4432001) della Superdia «modello toscano», già previste, cioè, dalla legge toscana. Prevede la possibilità di estendere la denuncia di inizio attività ai lavori pesanti, con i vincoli di compatibilità ai piani urbanistici attuativi. Ma altri due interventi più recenti vanno segnalati: a livello nazionale, le modifiche al testo unico per l'edilizia (Dpr 3802001), che hanno fatto ulteriore chiarezza, riducendo all'alternativa Dia o permesso di costruire la possibilità per realizzare nuove costruzioni; a livello regionale, la legge urbanistica lombarda, approvata dieci giorni fa, che estende ulteriormente la Superdia.