Sottratti in un casale quadri e preziosi per un milione e duecentomila euro. Presi dai carabinieri tre italiani e tre albanesi. Si fingevano gli Arsenio Lupin che gli avevano rubato le preziose opere d'arte e lo ricattavano chiedendogli il pagamento del riscatto per riaverle indietro. In sei sono finiti in manette. Sono stati i carabinieri di Monterotondo, sotto la direzione della procura del tribunale di Rieti, che hanno chiuso il cerchio, stringendolo, attorno ad una banda italo-albanese di Fiano Romano che aveva messo in atto l'estorsione. Per i sei, tre italiani e tre albanesi, dai 20 ai 50 anni di età, sono scattate le ordinanze di custodia cautelare per ricettazione di opere d'arte ed estorsione. La banda, composta da malviventi ben noti alle forze dell'ordine, con alle spalle reati contro il patrimonio e per violazioni alle leggi speciali sulle armi e gli stupefacenti, stava ricattando un noto mercante d'arte, un gallerista italiano che vive tra la Svizzera gli Stati Uniti. L'uomo lo scorso maggio aveva subito il furto di un'intera collezione di quadri, gioielli e preziosi oggetti in argento, del valore complessivo di un milione e duecentomila curo. I veri ladri si sono introdotti nel suo casale nel Comune di Filacciano, portandogli via tutto. Oltre al danno anche la beffa. Non solo il furto, ma anche l'estorsione e il ricatto. La vittima è stata, infatti, contattata dai malviventi italiani che hanno operato più come intermediari di un fantomatico gruppo di albanesi, fatti passare come i veri autori del furto milionario. I tre, usando questo stratagemma sono riusciti a farsi consegnare, in più tranches, un riscatto di sessantamila euro. Se il gallerista non avesse pagato quanto chiedevano non avrebbe più rivisto i suoi tesori. E così l'uomo ha ceduto. Non solo. Lo stesso giochetto veniva contemporaneamente messo in atto dai tre stranieri. Anche il gruppo di albanesi, infatti, su input dei "colleghi" pregiudicati italiani, avevano varie volte chiesto e ottenuto contatti con lo sfortunato mercante. Erano loro gli albanesi che gli intermediari avevano indicato come i possessori delle opere rubate. I tre hanno anche mostrato alla vittima del raggiro alcune foto che riproducevano le opere rubate. È stato proprio in occasione delle operazioni di ricerca dei preziosi oggetti del furto che i militari che «hanno innescato complesse attività di indagine, anche tecniche, ed eseguito servizi di controllo, pedinamento e osservazione - spiegano al comando dell'Arma - che hanno delineato un quadro indiziario sufficiente a far emettere al Tribunale di Rieti un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti delle sei persone». Per la gang il gioco è quindi finito così come finalmente si è conclusa la brutta vicenda del ricatto e dell'estorsione per il gallerista. La banda dei falsi ladri e ricattatori veri è stata ammanettata e rinchiusa nel nuovo istituto penitenziario di Rieti, a disposizione dell'autorità giudiziaria.
FIANO ROMANO - Rubano opere d'arte e chiedono il riscatto
Sono stati arrestati sei persone, tre italiane e tre albanesi, sospettati di aver rubato un milione e duecentomila euro di opere d'arte e di aver estorto il pagamento di un riscatto al loro proprietario, un gallerista italiano. La banda, composta da malviventi con precedenti penali, si era finguta un gruppo di ladri noti come gli Arsenio Lupin e lo ricattava chiedendogli il pagamento del riscatto per riaverle indietro. I carabinieri di Monterotondo hanno indagato e hanno scoperto il gioco di ricatto e estorsione. I sei arrestati sono stati messi sotto custodia cautelare per ricettazione di opere d'arte e estorsione.
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