Associazioni in campo per salvare Villa Redenta. Il centro culturale Città Nuova, Legambiente, Italia Nostra, Wwf e Cittadinanzattiva insieme per dire "no" all'ipotesi di alienazione del complesso considerato parte integrante del patrimonio storico e culturale della città del Festival. In una lettera indirizzata a tutti gli organismi interessati - dalla Provincia di Perugia alla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali - viene ribadita la ferma contrarietà a una scelta "dettata dalla unica esigenza di fare cassa", "sconsideratamente miope in quanto comporta l'irreversibile perdita di un patrimonio che va ben al di là del valore di mercato del bene stesso". Inutili le rassicurazioni più volte arrivate dall'assessore provinciale al Patrimonio, Piero Mignini: "L'operazione - nel caso andasse in porto - sarà condotta in modo tale da salvaguardare il patrimonio pubblico e lasciare a disposizione della comunità spoletina, e non solo, la struttura storica in vendita". Le associazioni rimangono scettiche, si dicono comunque in disaccordo ed evidenziano come la scelta in questione, seppur dettata da stringenti obblighi di bilancio, si ponga in contrasto insanabile con altre leggi dello Stato e con i principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Oltre che con il Decreto legislativo 42 del 2004 che, all'articolo 53, dispone che "i beni del demanio culturale non possono essere alienati, né formano oggetto di diritti a favore di terzi". Le associazioni spoletine auspicano dunque che la Provincia di Perugia e tutti gli enti interessati riflettano sull'opportunità e sulla praticabilità di tale irreversibile scelta che avrebbe l'effetto di disperdere preziose testimonianze di storia e cultura cittadina. L'esigenza della salvaguardia di Villa Redenta è stata, nei mesi scorsi, ampiamente sottolineata anche dai consiglieri provinciali del territorio spoletino Massimiliano Capitani e Laura Zampa, i quali si erano fatti promotori, nella competente commissione e in Consiglio provinciale, della presentazione di un ordine del giorno, poi presentato da tutti i capigruppo di maggioranza. Con il documento, che era stato approvato a maggioranza in Consiglio in sede di approvazione del bilancio preventivo, Capitani e Zampa avevano richiesto l'uso pubblico della struttura e avevano assicurato che avrebbero vigilato per il rispetto degli impegni presi.
SPOLETO - Salviamo Villa Redenta
Un gruppo di associazioni culturali e ambientaliste ha scritto una lettera a tutti gli organismi interessati, esprimendo la ferma contrarietà all'ipotesi di alienare il complesso di Villa Redenta a Perugia. Le associazioni, tra cui Città Nuova, Legambiente, Italia Nostra, WWF e Cittadinanzattiva, sostengono che la scelta sarebbe "dettata dalla unica esigenza di fare cassa" e comporterebbe l'irreversibile perdita di un patrimonio storico e culturale. Le associazioni hanno anche ribadito che l'alienazione del complesso sarebbe in contrasto con altre leggi dello Stato e con i principi sanciti dalla Carta Costituzionale.
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