Le tre regole di Beltram per dirigere la Domus Ieri il passaggio ufficiale davanti al sottosegretario Peluffo e a Rossana Rummo l'appello E ora salviamo il tempio di Galileo Eppur si muove. Qualcosa si sta muovendo anche per la Domus Galilaeana. Lo ha promesso Rossana Rummo che ha annunciato la volontà del ministero di risolvere anche l'annoso problema che riguarda la prestigiosa istituzione pisana, sostenuta dal lavoro e la collaborazione di tante associazioni. «Ci siamo già attivati - ha detto il direttore generale per le biblioteche, gli istituti culturali e il diritto d'autore del ministero dei beni culturali - per il consolidamenbto della bellissima sede e si sta seguendo con attenzione la fase di progettazione. La sede è grande e continene spazi che potrebbero avere anche ulteriori funzioni scientifiche. Ora ci vuole un salto di qualità. Le celebrazioni galilaeane - ha concluso Rosanna Rummo - del prossino anno - ndr: sono in previsione per il 2014 - possono essere l'occasione di rilancio e collegamento a grandi istituzioni internazionali». (c.v.) PISA Filo diretto con la Normale per la Domus Mazziniana, una prestigiosa zattera di salvataggio per un luogo di cultura e ricerca che deve essere valorizzato come merita. Al massimo. E poi una serie di iniziative che partono proprio da Pisa il 10 marzo, anniversario della morte di Mazzini, con un convegno e un approfondimento dei legami con Verdi, una lectio magistralis del musicologo Stefano Ragni, perché fu proprio l'apostolo risorgimentale a dare al musicista più eseguito del mondo l'idea dei cori come elemento caratteristico delle sue opere. La ricetta Beltram si racchiude in tre parole: funzionalità, continuità e un comitato scientifico per la ricerca e la divulgazione. La nuova iniziativa per sostenere la sede del Memoriale Mazzini è stata presentata ieri mattina nell'ex casa Nathan-Rosselli, dove il patriota morì, dal direttore della Normale, Fabio Beltram, nella nuova veste di commissario straordinario, insieme al sindaco, Marco Filippeschi, al sottosegretario di stato Paolo Peluffo, che fin dall'inizio ha seguito il restauro e rilancio della Domus, e di Rossana Rummo, direttore generale delle biblioteche e gli istituti culturali del ministero. E dall'incontro, oltre al nuovo legame, è emerso che presto un'altra ancora di salvataggio sarà lanciata dal ministero alla Domus Galilaeana, che crolla a pezzi e stenta a stare aperta, e che entro giugno dovrebbero essere finiti i lavori nella sede temporanea di San Matteo dove verrà ospitata la biblioteca della Sapienza, che potrà così riprendere i suoi servizi, in particolare il prestito, dal prossimo anno accademico. Beltram subentra all'ottimo commissario che ha portato la barca in porto, Marco Paoli, e non ha mancato di lodare il direttore, il professor Pietro Finelli, ex normalista a sua volta e «motore ed anima» della Domus. La recente convenzione stipulata con la Normale prevede l'apertura al pubblico di biblioteca, archivi e museo, iniziative scientifiche e culturali e la gestione del nuovo sito web. «Il mandato - ha spiegato Beltram - deve garantire la riapertura e la ripartenza della funzionalità della Domus che contiene il Memoriale e che deve essere valorizzata come contenitore di attività di studio e ricerca e fruita come biblioteca unica nel suo genere. Il secondo passo della Scuola riguarda la ricerca di modalità per la continuità, il terzo l'individuazione di un comitato scientifico sulle attività del Risorgimento per garantire ricerca e divulgazione. Ecco i tre obiettivi del commissario». «La gestione degli spazi - ha aggiunto Peluffo - si era posta subito dopo l'inaugurazione di un anno e mezzo fa e nella Normale ho visto la possibilità di una fase innovativa per uno dei più bei luoghi della memoria del Paese. La presidenza del consiglio ha già deliberato una campagna di promozione per la Domus e l'intenzione è anche quella di realizzare qui un appuntamento per il bicentenario verdiano». «Il legame con la Normale - ha sottolineato Rummo - significa l'ancoraggio ad una struttura viva, perché spesso questi diventano luoghi morti: il pubblico va sempre meno in archivi e biblioteche e per questo è in atto un grosso processo di digitalizzazione». «Una continuità è importante - ha sottolineato Filippeschi - per la programmazione di un'attività con le scuole del territorio. Noi speriamo entro il 10 marzo di arrivare all'approvazione dello statuto del Centro per la democrazia, che qui avrà sede e che ci metterà a confronto con altri centri europei su due proiezioni, una divulgativa, l'altra di approfondimento».