«Dopo anni di inerzia, movimentata solo dalle allora opposizioni, finalmente su Cascina Linterno esiste un pensiero serio e concreto per dare un futuro a questo luogo amato dai milanesi ed, in particolare, dai cittadini della zona 7. E così, «stranamente», dopo anni di incuria, proprio adesso che un inattaccabile referente tecnico come il Politecnico sta operando per un progetto di recupero, in piena sicurezza e rispetto della storia,di questa antica struttura per riportarla alla sua migliore dignità, si levano scudi e sospetti da parte di una forza politica, la Lega, che ha avuto nelle scorse consigliature posizioni di governo nella Giunta Comunale». Lo dichiara Rosario Pantaleo, consigliere comunale Pd e vice presidente del Parco Agricolo Sud Milano riguardo alla minaccia che la Lega ha fatto di occupare la storica Cascina che rischia il crollo. «Anzichè lanciare minacce - prosegue Pantaleo - sarebbe opportuno sapere come mai il milione di euro che il Comune di Milano deliberò di destinare, con il Bilancio 2005, alla riqualificazione della cascina non è mai stato utilizzato e, quindi, si è perduta un'occasione, ben otto anni fa, di intervenire per ben più importanti riqualificazioni oggi lamentate. Ma comprendiamo bene il livore di chi avendo governato Milano per quasi vent'anni, senza risolvere i suoi molti problemi, si veda oggi circondato da una capacità amministrativa considerata quasi intollerabile. Ma è la campagna elettorale, bellezza». Eppure la Cascina Linterno vanta un vincolo storico monumentale del Ministero dei Beni culturali ed è stata per circa 10 anni dimora milanese del Petrarca. Per questo il consigliere comunale leghista, Luca Lepore , ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere che venga aperta un'inchiesta sulla mancata salvaguardia della struttura e sulla violazione del vincolo. Ed è solo il primo passo. Il segretario lombardo del Carroccio, Matteo Salvini, che al riguardo presentò un'interrogazione anche all'Europarlamento, si è infatti spinto più in là, dando sette giorni di tempo al Comune per rispondere alle richieste di salvare il monumento «o altrimenti occupiamo e usciamo solo quando arrivano i muratori a metterla in sicurezza».